New data from UNESCO and IEA’s study compares school-level responses to COVID-19 educational disruptions around the world

https://en.unesco.org/themes/learning-assessments/reds

Indagine, rapporto e webinar proposti nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi: 1, 3, 5, 8, 9.

httpsq://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000380398.locale=en

The impact of the COVID-19 pandemic on education: international evidence from the Responses to Educational Disruption Survey (REDS)

Corporate author:

UNESCO [62856], International Association for the Evaluation of Educational Achievement [62]

Person as author:

Meinck, Sabine [editor] [1], Fraillon, Julian [editor] [1], Strietholt, Rolf [editor][2]

ISBN: 978-92-3-100502-2

Collation: 224 pages

Language: English

Year of publication: 2022

Licence type: CC BY-SA 3.0 IGO [10465]

Type of document: book

Sviluppo delle capacità nel campo della gioventù – @EUErasmusPlus

Approfondimento proposto nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059.

I progetti di sviluppo delle capacità sono progetti di cooperazione internazionale basati su partenariati multilaterali tra organizzazioni attive nel campo della gioventù nei paesi aderenti al programma e nei paesi terzi non associati al programma. Essi mirano a sostenere la cooperazione internazionale e il dialogo politico nel campo della gioventù e dell’apprendimento non formale, ritenuti motori dello sviluppo socio-economico sostenibile e del benessere delle organizzazioni giovanili e dei giovani.

Obiettivi dell’azione

L’azione ha i seguenti obiettivi:

  • aumentare la capacità delle organizzazioni che lavorano con i giovani al di fuori dell’apprendimento formale;
  • promuovere le attività di apprendimento non formale nei paesi terzi non associati al programma, in particolare le attività rivolte ai giovani con minori opportunità, al fine di migliorare il livello delle competenze garantendo nel contempo la partecipazione attiva dei giovani nella società;
  • sostenere lo sviluppo dell’animazione socioeducativa nei paesi terzi non associati al programma, migliorandone la qualità e il riconoscimento;
  • favorire lo sviluppo, la sperimentazione e il lancio di sistemi e programmi di mobilità per l’apprendimento non formale nei paesi terzi non associati al programma;
  • contribuire all’attuazione della strategia dell’UE per la gioventù (2019-2027), compresi gli 11 obiettivi per la gioventù europea;
  • favorire la cooperazione in diverse regioni del mondo mediante iniziative congiunte;
  • migliorare le sinergie e le complementarità con i sistemi di istruzione formale e/o il mercato del lavoro.

Aree tematiche/obiettivi specifici

Le proposte dovrebbero essere incentrate su una o più delle seguenti aree tematiche:

  • partecipazione politica e dialogo con i decisori politici;
  • inclusione dei giovani con minori opportunità;
  • democrazia, Stato di diritto e valori;
  • emancipazione/impegno/occupabilità dei giovani;
  • pace e riconciliazione postbellica;
  • ambiente e clima;
  • antidiscriminazione e parità di genere;
  • competenze digitali e imprenditoriali.

Attività

Le attività proposte devono essere direttamente collegate agli obiettivi generali e specifici dell’azione, cioè devono corrispondere a una o più delle aree tematiche sopra elencate e devono essere descritte dettagliatamente nel progetto per l’intero periodo di attuazione. Nel contesto di questa azione internazionale estesa a tutto il mondo, infine, le attività del progetto devono concentrarsi sulla costruzione e sul rafforzamento delle capacità delle organizzazioni giovanili e dei giovani principalmente nei paesi terzi non associati al programma oggetto dell’azione.

I progetti finanziati potranno integrare una vasta gamma di attività di cooperazione, scambio, comunicazione e di altro tipo che abbiano i fini seguenti:

  • contribuire a incoraggiare il dialogo politico, la cooperazione, le attività di rete e gli scambi di pratiche;
  • promuovere la cooperazione strategica tra le organizzazioni giovanili da un lato e le autorità pubbliche dall’altro, in particolare nei paesi terzi ammissibili non associati al programma;
  • promuovere la cooperazione tra le organizzazioni giovanili, le organizzazioni attive nel campo dell’istruzione e formazione e le organizzazioni del mercato del lavoro;
  • aumentare le capacità dei consigli e delle piattaforme giovanili e delle autorità locali, regionali e nazionali che si occupano di giovani, in particolare nei paesi terzi ammissibili non associati al programma;
  • migliorare la gestione, la governance, la capacità di innovazione, la leadership e l’internazionalizzazione delle organizzazioni giovanili, in particolare nei paesi terzi ammissibili non associati al programma;
  • sostenere lo sviluppo di campagne di informazione e sensibilizzazione, come pure lo sviluppo di strumenti di informazione, comunicazione e mediatici;
  • contribuire a sviluppare metodi, strumenti e materiali per l’animazione socioeducativa;
  • creare nuove forme di animazione socioeducativa e di erogazione di formazione e sostegno; facilitare la mobilità ai fini dell’apprendimento non formale.
Esempi di attività:
  • elaborazione di strumenti e metodi per lo sviluppo socioprofessionale degli animatori socioeducativi e dei formatori;
  • elaborazione di metodi di apprendimento non formale, in particolare i metodi che promuovono l’acquisizione/il miglioramento delle competenze, compresa l’alfabetizzazione mediatica;
  • elaborazione di nuovi sistemi di formazione pratica e simulazione di casi di vita reale nella società;
  • elaborazione di nuove forme di animazione socioeducativa, in particolare l’uso strategico di un apprendimento aperto e flessibile, della cooperazione virtuale, di risorse didattiche aperte (OER) e un migliore sfruttamento del potenziale delle TIC;
  • organizzazione di eventi/seminari/workshop/scambio di buone pratiche volti alla cooperazione, alle attività di rete, alla sensibilizzazione e all’apprendimento tra pari;
  • organizzazione di attività di mobilità per i giovani e/o gli animatori socioeducativi al fine di sperimentare strumenti e metodi sviluppati dal partenariato. È opportuno tenere presente che le attività di mobilità devono essere secondarie rispetto agli obiettivi principali dell’azione e devono essere strumentali e di sostegno al raggiungimento di tali obiettivi.

Messa a punto di un progetto

Un progetto di sviluppo delle capacità nel campo della gioventù si compone di quattro fasi, che iniziano ancora prima che la proposta di progetto sia selezionata per il finanziamento1 , ad esempio: 1) individuazione e avvio del progetto; 2) preparazione, concezione e pianificazione del progetto; 3) attuazione del progetto e monitoraggio delle attività; e 4) riesame del progetto e valutazione di impatto.

Le organizzazioni partecipanti e i singoli partecipanti coinvolti nelle attività dovrebbero assumere un ruolo attivo in tutte queste fasi, migliorando così la loro esperienza di apprendimento.

Criteri di aggiudicazione

Pertinenza del progetto (punteggio massimo 30 punti)
  • La pertinenza della proposta agli obiettivi dell’azione.
  • La misura in cui:
    • gli obiettivi sono chiaramente definiti, realistici e affrontano questioni pertinenti alle organizzazioni partecipanti e ai gruppi destinatari;
    • la proposta è innovativa e/o complementare alle altre iniziative già svolte dalle organizzazioni partecipanti;
    • le attività di sviluppo delle capacità sono chiaramente definite e mirano a rafforzare le capacità delle organizzazioni partecipanti;
    • il progetto coinvolge giovani con minori opportunità.
Qualità dell’elaborazione e dell’attuazione del progetto (punteggio massimo 30 punti)
  • La chiarezza, la completezza e la qualità del programma di lavoro, comprese fasi appropriate per la preparazione, l’attuazione, il monitoraggio, la valutazione e la diffusione.
  • L’adeguatezza e la qualità della metodologia proposta per rispondere alle necessità individuate.
  • La coerenza tra gli obiettivi del progetto e le attività proposte.
  • La qualità e l’efficacia del piano di lavoro, compresa la misura in cui le risorse assegnate alle varie unità di progetto sono adeguate ai loro obiettivi e risultati.
  • La qualità dei metodi di apprendimento non formale proposti.
  • La qualità delle disposizioni per il riconoscimento e la convalida dei risultati dell’apprendimento dei partecipanti e l’uso coerente degli strumenti di trasparenza e riconoscimento europei.
  • L’esistenza e la pertinenza delle misure di controllo della qualità per assicurare che l’attuazione del progetto sia di alta qualità, sia completata in tempo e rientri nel bilancio.
  • La misura in cui il progetto è efficace dal punto di vista dei costi e assegna risorse adeguate a ogni attività.
  • L’adeguatezza delle misure per la selezione e/o il coinvolgimento dei partecipanti alle eventuali attività di mobilità (fare riferimento alla sezione “Protezione, salute e sicurezza dei partecipanti” della parte A della presente guida e alle altre prescrizioni e raccomandazioni applicabili ai progetti di mobilità nell’ambito dell’azione chiave 1).
Qualità del partenariato e degli accordi di cooperazione (punteggio massimo 20 punti)
  • La misura in cui:
    • il progetto prevede un’adeguata combinazione di organizzazioni partecipanti complementari, con i profili, l’esperienza e le competenze necessari a realizzare con successo tutti gli aspetti del progetto;
    • la distribuzione delle responsabilità e dei compiti dimostra l’impegno e il contributo attivo di tutte le organizzazioni partecipanti;
  • la proposta prevede meccanismi efficaci per il coordinamento e la comunicazione tra le organizzazioni partecipanti e con gli altri portatori di interessi pertinenti.

Impatto (punteggio massimo 20 punti)

  • La qualità delle misure per la valutazione dei risultati del progetto.
  • Il potenziale impatto del progetto:
    • sui singoli partecipanti e sulle organizzazioni partecipanti, durante lo svolgimento del progetto e dopo la sua conclusione;
    • al di fuori delle organizzazioni e degli individui che partecipano direttamente al progetto, a livello locale, regionale, nazionale e/o internazionale.
  • La qualità del piano di diffusione: adeguatezza e qualità delle misure volte a diffondere i risultati del progetto all’interno delle organizzazioni partecipanti e al di fuori di esse.
  • Se pertinente, la proposta descrive il modo in cui i materiali, i documenti e i supporti prodotti saranno resi disponibili gratuitamente e promossi mediante licenze aperte e non contiene limitazioni sproporzionate.
  • La qualità dei piani per assicurare la sostenibilità del progetto: la sua capacità di continuare ad avere un impatto e di produrre risultati dopo il termine della sovvenzione dell’UE.

Per essere prese in considerazione per il finanziamento, le proposte devono ottenere almeno 60 punti. Inoltre devono ottenere almeno la metà del punteggio massimo in ciascuna delle categorie dei criteri di aggiudicazione summenzionate (cioè minimo 15 punti per le categorie “Pertinenza del progetto” e “Qualità dell’elaborazione e dell’attuazione del progetto”; 10 punti per le categorie “Qualità del partenariato e degli accordi di cooperazione” e “Impatto”).

In caso di parità, verrà attribuita la priorità ai progetti che hanno ottenuto un punteggio superiore nei criteri di assegnazione (in ordine di importanza) “Pertinenza del progetto” e “Impatto”.

Di norma, ed entro i limiti dei quadri giuridici nazionali ed europei esistenti, i risultati dovrebbero essere resi disponibili sotto forma di risorse didattiche aperte (OER) e nelle pertinenti piattaforme professionali, settoriali o delle autorità competenti. La proposta descriverà il modo in cui la produzione di dati, materiali e documenti nonché le attività di tipo audiovisivo e nei social media saranno messe a disposizione gratuitamente e promosse mediante licenze aperte senza contenere limitazioni sproporzionate.

Quali sono le norme di finanziamento?

Il finanziamento di questa azione avverrà su base forfettaria. L’importo forfettario di ogni sovvenzione sarà determinato in base al bilancio dell’azione proposta stimato dal richiedente. L’ente che assegnerà la sovvenzione ne fisserà l’importo forfettario in base alla proposta, al risultato della valutazione, ai tassi di finanziamento e all’importo massimo della sovvenzione indicato nell’invito a presentare proposte.

La sovvenzione dell’UE per progetto varia da un minimo di 100 000 EUR a un massimo di 300 000 EUR.

Come è stabilito l’importo forfettario per ciascun progetto?

I richiedenti devono compilare un bilancio dettagliato (tabella) sulla base del modulo di candidatura, tenendo conto dei seguenti punti:

  1. il bilancio dovrebbe essere debitamente dettagliato per beneficiario e organizzato in unità di progetto coerenti (per esempio diviso in “gestione del progetto”, “formazione”, “organizzazione di eventi”, “preparazione e attuazione della mobilità”, “comunicazione e divulgazione”, “garanzia della qualità” ecc.);
  2. la proposta deve descrivere le attività previste in ogni unità di progetto;
  3. nella loro proposta i richiedenti devono inserire una ripartizione dei costi stimati che mostri la quota attribuita a ciascuna unità di progetto (e, all’interno di ogni unità di progetto, la quota assegnata a ogni beneficiario ed entità affiliata);
  4. i costi descritti possono riguardare il personale, le spese di viaggio e di soggiorno, i costi per le attrezzature, per il subappalto e altri costi (diffusione di informazioni, pubblicazioni, traduzione).

Le proposte saranno valutate secondo le normali procedure di valutazione con l’aiuto di esperti interni e/o esterni. Gli esperti valuteranno la qualità delle proposte rispetto ai requisiti definiti nell’invito e all’impatto, alla qualità e all’efficienza previsti dell’azione.

Dopo la valutazione della proposta, l’ordinatore stabilirà l’importo forfettario tenendo conto dei risultati della valutazione effettuata. Il valore dell’importo forfettario sarà limitato a un massimo dell’80 % del bilancio stimato determinato dopo la valutazione.

I parametri della sovvenzione (importo massimo, tasso di finanziamento, costi totali ammissibili ecc.) saranno fissati nella convenzione di sovvenzione.

Gli esiti del progetto saranno valutati in base ai risultati raggiunti. Il regime di finanziamento consentirebbe di concentrarsi sui risultati piuttosto che sui contributi, ponendo così l’accento sulla qualità e sul livello di conseguimento di obiettivi misurabili.

Maggiori dettagli sono descritti nel modello di convenzione di sovvenzione disponibile nel portale “Funding and Tender Opportunities”.

  • Sí noti che, mentre le attività preparatorie possono iniziare prima che la proposta sia presentata o selezionata per il finanziamento, i costi possono essere sostenuti e le attività possono essere attuate solo dopo la firma della convenzione di sovvenzione.

Public History Video Channel – #ThomasCauvin @UniversityOfLuxembourg – Multilingual. Personalised. Connected.

Sito web e canale YouTube proposti nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 5, 8, 9, 10.

https://public-history-weekly.degruyter.com/7-2019-16/documentary-films/

https://public-history-weekly.degruyter.com/author/thomas-cauvin/

https://public-history-weekly.degruyter.com/5-2017-42/controversies-over-monuments/

Affrontare le situazioni di crisi nelle comunità scolastiche. In partenza il 7 giugno il ciclo di webinar

Webinar proposto nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059

Martedì 7 giugno alle ore 16 prenderà il via «C’è speranza se questo accade… nelle piccole scuole. Approcci, esperienze, strumenti per affrontare le crisi», la nuova iniziativa INDIRE dedicata alle piccole scuole e alle piccole scuole CPIA, alla loro capacità di sviluppare pratiche trasformative a partire dalle risorse e dai beni del loro contesto, per affrontare le emergenze e le crisi che hanno sempre attraversato le nostre comunità scolastiche e che oggi avvengono con sempre più frequenza.

Ad aprire il ciclo di webinar sarà l’incontro dal titolo “La Scuola come Agorà pedagogica: innesti di cura e resilienza nel curriculum”, che vedrà coinvolte in qualità di relatrici Elena Malaguti, professoressa di Pedagogia Speciale all’Università di Bologna, Maria Augenti dell’Università di Bologna, Patrizia Garista, ricercatrice INDIRE e Teresa Ubeira Santoro, pedagogista e psicoterapeuta, fondatrice della scuola Centro di Innovazione Psico-pedagogica e di integrazione O Pelouro in Spagna.

Le esperte approfondiranno alcuni aspetti che riguardano la tematizzazione dei vissuti dell’emergenza in relazione alla necessità di portare avanti le attività di progettazione didattica. L’incontro prevede un’attività di tipo laboratoriale attraverso la costruzione della Casita della resilienza, una casa comune per creare campi d’esperienza in cui progettare momenti di cura e di promozione del processo resiliente all’interno dell’attività curricolare, ponendo attenzione alle indicazioni nazionali, alle transizioni e agli scambi nel curriculum verticale. Sul piano metodologico si condivideranno narrazioni e immagini di scuole ferite, ma costruttrici di speranza. Si esploreranno le connessioni possibili con le progettazioni didattiche disciplinari già in essere o che potranno scaturire da queste esperienze, coinvolgendo la didattica della storia, della biologia, della geometria o delle STEM, dell’arte, della letteratura, della tecnologia, delle lingue, dell’attività motoria, della musica.

L’iniziativa “C’è speranza se questo accade… nelle piccole scuole. Approcci, esperienze, strumenti per affrontare le crisi” è ispirata al volume di Mario Lodi C’è speranza se questo accade al Vho.

Attraverso il ciclo di webinar, che proseguirà fino a ottobre, si approfondiranno alcune idee che ruotano intorno a un modello di scuola che mobilita le sue risorse e le opportunità della comunità e del territorio per sostenere lo sviluppo del pieno potenziale dei suoi studenti e la loro qualità di vita in situazioni quotidiane ed emergenziali.

Le piccole scuole spesso sono collocate in aree a rischio di una povertà educativa che può derivare da improvvisi disastri naturali, da periodi di crisi economica o sanitaria. Tuttavia spesso sono state esempio di resistenza e rinascita grazie alla possibilità di creare connessioni fruttuose e reti di confronto e supporto.

L’iniziativa offre un programma che vedrà coinvolti esperti internazionali sui temi dell’educare all’emergenza e in emergenza, delle competenze di speranza nelle Hope Schools, delle Trauma-sensitive Schools nelle scuole rurali, delle scuole della cura e delle Health Promoting Schools.

I webinar si svolgeranno sulla piattaforma Cisco Webex. La password di accesso è: piccolescuole.

Partecipa al webinar (7/6, ore 16 – Password: piccolescuole) >>

Moderano
Giuseppina Rita Jose Mangione, Fausto Benedetti, Patrizia Garista (Ricercatori INDIRE)

Intervengono
Elena Malaguti, Professoressa di Pedagogia Speciale (Università di Bologna), Maria Augenti, Università di Bologna, Patrizia Garista, Ricercatrice, (Indire), Teresa Ubeira Santoro, Pedagogista e psicoterapeuta, fondatrice della scuola Centro di Innovazione Psico-pedagogica e di integrazione O’Pelouro (Galizia, Spagna).

Domande chiave
Le situazioni emergenziali impongono di pensare l’emergenza e di agire il lavoro educativo. Tuttavia non sempre  è facile tematizzare i vissuti dell’emergenza pur nella necessità di portare avanti le attività di progettazione didattica. L’incontro prevede un’attività di tipo laboratoriale attraversa la costruzione della Casita della resilienza, una casa comune per creare campi d’esperienza in cui progettare momenti di cura e di promozione del processo resiliente all’interno dell’attività curricolare, ponendo attenzione alle indicazioni nazionali, alle transizioni e agli scambi nel curriculum verticale. Sul piano metodologico si condivideranno narrazioni e immagini di scuole ferite ma costruttrici di speranza, Si avrà occasione di crearne di nuove, esplorando le connessioni possibili con le progettazioni didattiche disciplinari già in essere o che potranno scaturire da questa esperienza, coinvolgendo la didattica della storia, della biologia, della geometria o delle stem, dell’arte, della letteratura, della tecnologia, delle lingue, dell’attività motoria, della musica.

Dispersione scolastica. #Agia: “Subito aree di educazione prioritaria nelle zone a rischio”

httpsq://www.garanteinfanzia.org/dispersione-scolastica-garante-infanzia-aree-svantaggiate

È una delle iniziative che l’Autorità garante ha proposto, assieme ad altre sei, a istituzioni e terzo settore. Pubblicato il rapporto

Rapporto proposto nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivo 1, 2, 3, 5.

Copertina dellla pubblicazione

A scuola hanno un peggior rendimento e rischiano maggiormente di abbandonare gli studi gli studenti provenienti da contesti familiari, culturali e sociali più fragili. Non arriva al diploma il 22,7% dei figli di chi ha al massimo la licenza media. Circa il 22% di chi lascia la scuola ha genitori con professioni non qualificate o disoccupati. Tra gli alunni stranieri il tasso di abbandono è tre volte quello degli italiani (9,1% contro 2,9%). Sono in generale pesanti i divari tra nord e sud e anche l’accesso agli asili nido non vede prevalere chi più ne ha bisogno come le famiglie povere. Una situazione alla quale l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti ha proposto di rispondere, da subito, con una serie di iniziative, sintetizzate in sette raccomandazioni alle istituzioni, alle imprese, alle parti sociali, agli ordini professionali e al terzo settore.

È il quadro che emerge dall’indagine conoscitiva sulla dispersione scolastica promossa dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza all’indomani della pandemia. Oggi, alla fine dell’anno scolastico, viene reso disponibile il rapporto conclusivo elaborato da una commissione composta da rappresentanti del mondo accademico e della scuola, da rappresentanti dell’Agia e presieduta dal professor Arduino Salatin

“Va rilanciata l’idea di istituire ‘aree di educazione prioritaria’ nelle zone del Paese a più alto rischio di esclusione sociale”, dice l’Autorità garante Carla Garlatti. “Occorre inoltre concentrare risorse per rendere eccellenti le scuole e i servizi frequentati dai bambini in situazione di vulnerabilità. Va fatta poi una mappatura delle aree geografiche caratterizzate da difficoltà sociali, economiche, culturali o attraversate da processi migratori alle quali poi destinare risorse educative aggiuntive rispetto alla media. Alle famiglie fragili, infine, vanno offerti interventi su misura da parte di un’équipe multidisciplinare”. 

Gli assi su cui articolare la lotta alla dispersione 

Tre gli assi sui quali va articolata, secondo il rapporto, la lotta alla dispersione: contrasto dei fattori che causano povertà educativa, insuccesso e abbandono precoce; prevenzionepromozione dei fattori che contribuiscono alla riuscita scolastica. Ad esempio, l’attenzione dei genitori nel seguire i figli nel percorso d’istruzione o il prolungamento dell’orario accompagnato dall’ampliamento dell’offerta formativa. “E bisogna sottolineare che la riuscita scolastica contribuisce a realizzare la giustizia sociale”, aggiunge Carla Garlatti. 

“È necessario inoltre promuovere la piena partecipazione dei genitori nei servizi 0-6 e nella scuola”, sottolinea Garlatti. “Ogni genitore va messo in condizione di partecipare all’esperienza scolastica dei figli”. Come? Ad esempio, prevedendo colloqui “personalizzati” almeno prima dell’inizio dell’anno scolastico, a metà e fine anno e istituendo riunioni di sezione e di classe partecipative, così da costruire reti sociali tra le famiglie. E ancora: incontri di gruppo conviviali, anche tramite l’esperienza delle “classi aperte”. Per i nuovi genitori servirebbero colloqui informativi e andrebbe messo a punto con ogni famiglia un patto educativo di corresponsabilità co-costruito e personalizzato. Suggerita l’apertura di parent’s room in ogni scuola e la formulazione di progetti di intervento ad hoc per ciascuna famiglia in difficoltà. 

Banco con attività didattiche

“Occorre inoltre investire su un forterinnovamento della didattica e degli stili di insegnamento, sull’aumento del numero delle scuole a tempo pieno, sulla promozione di ambienti informali di apprendimento e aggregazione. Bisogna poi assicurare il raggiungimento dell’obbligo scolastico per alunni particolarmente svantaggiati come rom, sinti e caminanti – per offrire loro un’opportunità di uscire da un contesto sociale marginale – minori stranieri non accompagnati e studenti con più di 16 anni che non abbiano conseguito il diploma di scuola secondaria di primo grado”. 

Inoltre, l’Autorità raccomanda: di investire sul sistema integrato dei servizi educativi e socio-educativi 0-6, di potenziare l’orientamento scolastico e professionale fin dal primo ciclo di istruzione, di istituire, nell’ambito del sistema pubblico, un servizio di psicologia scolastica. E inoltre, di intervenire sulle competenze di base della popolazione adulta per creare le condizioni familiari necessarie a contrastare la dispersione, di attivare e diffondere in modo capillare i Patti educativi di comunità, di semplificare, per tutti i gradi di istruzione, le procedure di accesso e le modalità di rendicontazione dei progetti a finanziamento pubblico. 

L’Autorità garante infine raccomanda di assicurare una governance integrata capace di dare piena attuazione alla strategia nazionale di prevenzione e contrasto alla dispersione, attraverso la costituzione di un organismo nazionale di coordinamento che coinvolga tutti i principali attori istituzionali interessati e che abbia il compito di redigere, fra l’altro, un rapporto annuale sullo stato della dispersione in Italia.