Media Education (CREMIT)

“Nuovi Alfabeti” di Pier Cesare Rivoltella

Il nuovo lavoro di Pier Cesare Rivoltella prende le mosse da una considerazione: la Media Education si è normalizzata, anche grazie alla diffusione dei media digitali e sociali e alla loro pervasività di impatto sulla vita delle persone: da prospettiva di nicchia, è diventata preoccupazione diffusa rischiando una forte semplificazione.
Il libro muove da questa situazione per descrivere un itinerario in tre tappe.
➡️ La prima è la ricostruzione della storia della Media Literacy e della Media Education negli ultimi vent’anni.
➡️ La seconda consiste in un’ampia descrizione, nella prospettiva dell’educazione ai media, della società informazionale.
➡️ La terza, sostenuta dall’analisi di metasintesi di una selezione di articoli internazionali, prova a indicare i contorni di una nuova Literacy individuandone lo specifico nelle tre dimensioni della #critica, dell’#etica e dell’#estetica.

http://www.morcelliana.net/saggi/3949-nuovi-alfabeti-9788828401933.html

MOOC “3-6-9-12”: seconda edizione


Pier Cesare Rivoltella è professore ordinario di Didattica e tecnologie dell’istruzione all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano dove ha fondato e dirige il CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, l’Innovazione, la Tecnologia). È membro della Commissione Scuola dell’Accademia dei Lincei. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Tempi della lettura. Media, pensiero, accelerazione (Scholé, 2020) e Il corpo e la macchina. Tecnologia, cultura, educazione (con Pier Giuseppe Rossi, Scholé 2019). Dirige la rivista «EAS – Essere a scuola».

Il libro di Serge Tisseron ( 2016) “3-6-9-12 Diventare grandi all’epoca degli schermi digitali” e relativo MOOC curato dal CREMIT

Ispirato al libro 3-6-9-12. Diventare grandi all’epoca degli schermi digitali di Serge Tisseron (2016), il corso in forma di MOOC offerto dal CREMIT periodicamente è articolato in cinque moduli settimanali e si struttura su due dimensioni complementari. Da un lato propone conoscenze e strumenti per ogni fascia di età: nido, scuola d’infanzia, primo e secondo ciclo della primaria. D’altro lato, identifica quattro aspetti centrali che risultano trasversali dalla nascita ai 12 anni: il senso motorio, la capacità di raccontare, il gioco e le relazioni sociali.

Ogni modulo propone video lezioni tenute da docenti universitari, schede di approfondimento tematico, proposte operative da utilizzare nei contesti didattici, materiali letterari, video e digitali utili per approfondire ulteriormente quanto trattato, alcune domande per verificare gli apprendimenti.

Per accompagnare questo processo vi invitiamo a seguire questo tutorial, prodotto da ILAB (Università Cattolica del Sacro Cuore): 

https://www.cremit.it/category/media-education/

Il direttore del Cremit, Pier Cesare Rivoltella, è intervenuto giovedì 22 agosto al Meeting di Rimini durante l’incontro “A scuola di digitale. Il digitale a scuola” promosso da Disal, Diesse e CdO Opere educative, momento a cui hanno partecipato moltissimi dirigenti scolastici, docenti, operatori di scuola, genitori. Con lui si è confrontato Luca Botturi, docente in Media in educazione alla Supsi di Locarno. 
“La scuola digitale in quanto tale non esiste – ha spiegato Rivoltella nel suo intervento – si tratta di parlare semplicemente di scuola o, se si vuole, di ‘scuola al tempo del digitale‘”. Nella “società del codice”, ha suggerito tre sottolineature al pubblico della Fiera di Rimini:
Il fattore #tempo: oggi è sempre più un tempo contratto ed associato con un processo di #accelerazione costante. La nostra è una società dell’accelerazione, quella che ci fa vivere con la percezione di essere sempre in ritardo sulle cose. Ci sentiamo in colpa per essere in ritardo e per questo prolunghiamo il tempo di servizio oltre il tempo e lo spazio.
La #conoscenza: oggi disponiamo di moltissime #informazioni che si consumano ed invecchiano rapidamente, causando una gestione complessa delle informazioni. Un tempo il problema era come trovare le informazioni, mentre oggi il tema è come sceglierle.
La #relazione: la risorsa umana nell’organizzazione digitale rischia di ridursi a semplice ruolo, a funzione, a somma di #competenze. Occorre allora gestire lo strumento digitale in modo che esso non sostituisca il compito della persona. Si tratta di creare continuamente un rapporto tra #profitto e #democrazia.
Qui il link allo streaming della tavola rotonda “A scuola di digitale. Il digitale a scuola” 
Un articolo per approfondire: 
“SCUOLA/ Digitale, studenti e prof: evitiamo di usarlo senza capirlo”ilSussidiario.net, 24 agosto 2019. 
“Scuola digitale e digitale nella scuola”, CattolicaNews, 28 agosto 2019
Condividiamo il testo dell’intervento (trascritto da Federica Pilotti e rivisto da Alessandra Carenzio):
A scuola di digitale_ il digitale a scuolaScarica




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CSR, azienda, scuola e territorio: il Curricolo di Educazione Civica Digitale tra videointerviste e survey 

 di Stefano Pasta

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CSR, azienda, scuola e territorio: il Curricolo di Educazione Civica Digitale tra videointerviste e survey

di Bruno Minini, studente della Laurea Magistrale in Media Education

Che c’entra la responsabilità sociale d’impresa (CSR) con la media education? E con la scuola? Da grande vuoi fare l’insegnante?

La risposta più ovvia al primo quesito potrebbe essere “nulla!”…oppure si potrebbe pensare ad una realtà aziendale il quale know-how c’entra con i media e con l’informazione e che quindi si spende in una qualche attività per incontrare le esigenze della società come nel caso di Sky Academy. 

Non è questo il caso, di ciò ne ha parlato molto bene il mio collega Alberto Ciresola della Laurea Magistrale in Media Education. Per me e Stefano Pasta è diventato un pretesto per parlare di Media Literacy con i ragazzi dell’Istituto Superiore Maria Ausiliatrice di Varese. Il progetto è nato grazie ad un progetto della Camera di Commercio di Varese per il quale la scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice ha vinto il bando. Quando mi è stato comunicato il titolo del progetto sono rimasto un poco basito: “L’azienda e il suo vicinato: dare evidenza alle buone prassi del Welfare”. Mi è venuto da chiedermi cosa c’entrassi in un progetto del genere, che pesci pigliare. Cosa racconto ad un’aula di una trentina di studenti del liceo delle scienze umane riguardo alle buone prassi di un’azienda per sostenere il Welfare? Di un territorio, tra l’altro, che non è neanche il mio! 

L’utilizzo dell’app PollEverywhere ha consentito la discussione in aula in maniera più fluida

Si sa, quando una persona sceglie di fare l’educatore nella vita, nelle sue varie declinazioni, sa che dovrà vivere di trasformismo. Ma non quello camaleontico di chi non appartiene a nessun luogo e quindi deve arrangiarsi per sopravvivere, ma quello del trasformista esperto che adatta i suoi saperi, i suoi metodi e gli obiettivi in base all’utenza e al contesto che incontra. Quindi la domanda è sorta spontanea: cosa possono fare questi ragazzi per avvicinarsi a questo tema? Cosa dovrebbero essere capaci di fare alla fine di un progetto come questo? In più: come possiamo noi di Cremit dare un valore aggiunto a questo progetto a cui siamo chiamati a partecipare? Abbiamo cercato di mettere insieme i pezzi partendo dal Curricolo di Educazione Civica Digitale. La traduzione più sensata e spontanea ci è sembrata quella di un intervento orientato alle linee del punto sull’educazione all’informazione: la conoscenza e la ridistribuzione dell’informazione rispetto alle buone pratiche di responsabilità sociale d’impresa sono diventate il pretesto ottimale per una metariflessione sulla creazione, gestione e distribuzione dell’informazione.

La nostra idea si è trasformata in cinque incontri di aula presso la scuola, durante i quali abbiamo condotto i ragazzi attraverso alcuni punti per noi cardine dell’Information Literacy: per produrre consapevolezza sul fatto che al termine del percorso era previsto un evento di restituzione al territorio abbiamo chiesto agli studenti di generare un artefatto, un prodotto che avrebbe dovuto restituire la realtà della responsabilità sociale d’impresa nel loro territorio di appartenenza. 
La riflessione è quindi partita da un’infarinatura del concetto di responsabilità sociale d’impresa per poi chiederci: chi sono gli attori e i fruitori di questi processi? Cosa ci interessa sapere? Come otteniamo le informazioni che ci sono necessarie?
Arrivando a dirci che territorio e aziende erano gli attori, dovevamo gestire la collezione e la gestione delle informazioni sul tema da questi attori. 
Per quando concerne le aziende è stato semplice: abbiamo scelto di lavorare su un video, o una serie di video, che avessero un taglio giornalistico, come dei servizi di telegiornale in cui le aziende avrebbero raccontato se stesse. Ma il territorio? Come potevamo sapere che percezione ne avesse il territorio? Si è deciso di lavorare sulla costruzione di una survey, ma soprattutto sulla lettura profonda dei dati raccolti e sulla puntuale restituzione degli stessi. Il tutto è collimato in una presentazione all’evento finale, magistralmente tenuta da una studentessa, ma preparata da tutto il collettivo

Per ciò che concerne i video invece, il caso ha deciso di assisterci: infatti il padre di una delle studentesse è un fotografo di professione (Walter Capelli) ed ha voluto partecipare con impegno e professionalità al progetto.
La cura dei testi delle video-interviste alle aziende è stata presa in carico da noi, mentre i ragazzi hanno potuto assistere ad una lezione illuminante sulle tecniche di ripresa e di montaggio e sugli “strumenti del mestiere” di un videomaker. Inoltre il fotografo ci ha tenuto a guidare i ragazzi anche sul campo, prendendo parte alle prime interviste. Questo ha garantito il conseguimento di lavori dal taglio professionale, che sicuramente ha contribuito a dare valore al progetto; ma soprattutto ha contribuito a consapevolizzare i ragazzi sulla complessità della produzione di un’informazione. Soprattutto per quando concerne la qualità dell’informazione prodotta, ossia che sia verificabile, fruibile, arricchente.
Sicuramente d’ora in poi questi ragazzi guarderanno le informazioni, ma anche i video dei loro Youtuber preferiti con uno sguardo più critico, non dando per scontata la qualità di un prodotto. Inoltre, ormai, possono ritenersi dei piccoli esperti di responsabilità sociale d’impresa!


Video Project Work 

Video Project Work Backstage

Di Bruno Minini, studente della Laurea Magistrale in Media Education 

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Diritto d’autore off e on line”, quando tecnologie digitali e pensiero critico entrano in classe 

 di Stefano Pasta

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“Diritto d’autore off e on line”, quando tecnologie digitali e pensiero critico entrano in classe

Presentiamo il percorso “Diritto d’autore off e on line”, sviluppato dalle classi III della Scuola Primaria “A. Racchetti” di Sondrio e dalla III B della Scuola Secondaria di I Grado di Albosaggia (SO) dell’Istituto Comprensivo “Paesi Orobici” di Sondrio, con cui il Cremit collabora da tempo. Si tratta di una buona prassi presentata nel seminario nazionale “Cittadinanza e cultura digitale”. Ne scrive l’insegnante Angela Fumasoni, animatrice digitale d’Istituto e responsabile del progetto insieme alla collega Stefania Gagetti, docente di lettere nella scuola Secondaria e referente per  la prevenzione al cyberbullismo.

Il percorso è stato sviluppato in verticale con obiettivi e proposte comuni fra i due ordini di scuola.  Le competenze chiave perseguite sono state : Sapersi orientare nell’informazione attraverso la ricerca, l’analisi e l’utilizzo critico delle opere ed essere consapevoli dei principi etici e giuridici impliciti nell’uso interattivo delle TIC nell’impiego della comunicazione in rete diventando autori responsabili (Media Literacy) e attenti lettori.

Il progetto è nato dall’esigenza di fare un passo avanti attraverso un percorso di media education per promuovere una conoscenza integrale dei media dal punto di vista educativo, “quell’ambito delle scienze dell’educazione e della comunicazione e del lavoro educativo che considera i media come risorsa integrale per l’intervento formativo” (Rivoltella, 2001) 

Per il nostro Istituto questo progetto rappresenta l’inizio di un percorso di rielaborazione di un curricolo verticale, documentando e diffondendo soluzioni didattiche, in quanto selezionati nell’ambito delle scuole lombarde per partecipare al progetto “Competenze digitali per una cittadinanza critica, consapevole, attiva e responsabile”, in collaborazione con il Cremit e l’Ufficio Scolastico Regionale (USR). 

Documento base per l’attivazione del progetto è stata l’analisi del “Curriculum di Educazione Civica Digitale”, dove si fa riferimento all’educazione ai media per “Orientarsi e comportarsi in una società medializzata” e all’educazione all’informazione per “Cercare, analizzare e utilizzare correttamente l’informazione”. In quest’ottica è di fondamentale rilevanza la formazione degli insegnanti nel settore dei media. L’acquisizione della strumentalità deve andare di pari passo con l’educazione ai media, come i MOOC realizzati dal Cremit “Peer & media Education (2018-2019)“, “3-6-9-12. Crescere con gli schemi digitali (2018-2019)”“Educazione Digitale. Indicazioni e strumenti per la famiglia e i contesti formativi”  (2018-2019)”.

Le fasi di lavoro hanno seguito le logiche didattiche dell’anticipazione, della produzione e della riflessione alla stregua della metodologia EAS (fase preparatoria, fase operatoria, fase ristrutturativa), che da alcuni anni viene sperimentata nelle classi grazie alla formazione erogata dal Cremit sotto la guida del professor Pier Cesare Rivoltella.

Partendo dallo studente come autore (pittore e/o scrittore), ci si è accostati alla conoscenza dell’opera d’autore e delle sue caratteristiche per poi riflettere sulle vigenti normative in materia di copyright e diritto d’autore e sulla necessità di porre attenzione alle fake news. Le attività hanno coinvolto più discipline, in particolare lingua italiana, arte, tecnologia e matematica. 

Molto importante è stata l’interazione con il territorio attraverso attività laboratoriali con la poetessa locale Paola Mara De Maestri, che ha illustrato le sue poesie spiegando anche il percorso che ha seguito per poter diventare una poetessa e l’iter per poter pubblicare un libro. La documentazione del progetto è stata sintetizzata in un video ”Diritto d’autore off e on line” pubblicato in rete.

image: http://www.cremit.it/wp-content/uploads/2019/03/simulazione-pubblicazione-in-rete-1.jpg

Nello specifico le tre fasi di lavoro:

1.Nella fase preparatoria si è presentato il framework concettuale: Chi è l’autore?

Sono state svolte attività in rete di ricerca informazioni su vari tipi di opere (libri d’autore, dipinti …), scoprendone l’autore e le caratteristiche principali. Si è ascoltata la canzone “L’isola che non c’è“ di Edoardo Bennato per capire il concetto di autore/cantautore (laboratorio musicale). Si è realizzato un videogioco con scratch, remixando un progetto per capire l’utilità della messa a disposizione alla comunità di un prodotto citando l’autore originario (laboratorio coding/ matematica). I ragazzi della scuola secondaria hanno visionato video e spot sociali sui temi della privacy online, dei rischi legati alla condivisione dei propri dati personali e  hanno discusso sulla tematica delle fake news. Vengono letti: il Manifesto della comunicazione non ostile; la brochure sulla prevenzione del cyberbullismo e l’articolo “L’educazione digitale che manca ai ragazzi per non ferire gli altri” di Beppe Severgnini (dal Corriere della Sera, 8/5/2013): l’articolo viene analizzato a partire da alcune domande guida formulate dalla docente. Si riflette sui temi della privacy, del diritto d’autore e della comunicazione on line e sull’uso consapevole dei social network.

 Sono state inoltre svolte delle attività unplugged. 

Gli alunni hanno realizzato dei falsi d’autore (dipinti famosi: “Autoritratto” di Van Gogh…) (laboratorio arte) per poi riflettere sulla normativa. Molto importante è stata simulare la pubblicazione in rete attraverso un maxischermo di cartone con all’interno tanti fili; gli alunni hanno creato il proprio autoritratto su cartoncino e lo hanno appeso alla rete lasciando libertà di modifica, i compagni hanno apportano le modifiche a piacimento e ripubblicato l’immagine. Gli autori hanno osservano i propri lavori e attraverso una scheda di metacognizione hanno espresso le proprie considerazioni in merito, la maggior parte non si è più riconosciuto come autore del disegno; come conclusione dell’attività i bambini sono stati guidati  ad una riflessione sui diritti d’autore e su cosa succede in rete nel momento della pubblicazione o invio di una foto.

2. La fase di produzione è stata incentrata sull’incontro con l’autrice locale: la poetessa Paola Mara De Maestri. 

L’attività laboratoriale ha previsto una prima conoscenza delle opere della poetessa attraverso la lettura di alcune poesie e la preparazione da parte degli studenti suddivisi a gruppi delle domande da proporre. Durante l’incontro con la poetessa, gli studenti hanno posto le domande sulle tematiche e i soggetti scelti e sul percorso seguito dalla poetessa, sull’iter per pubblicare un libro e sul diritto d’autore. Molto utile l’ interazione alunni-poetessa per un confronto diretto.

image: http://www.cremit.it/wp-content/uploads/2019/03/falso-autore.jpg

3. La terza e ultima fase del lavoro (riflessione) è servita per riflettere su quanto analizzato e prodotto e per una sintesi delle principali norme che regolamentano il diritto d’autore.

La legge n.633 sul diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio e testo consolidato del 6 febbraio 2016 (DLgs 15 gennaio 2016, n. 8), musica royalty free, falso d’autore e copyright (Cass.Pen., sentenza n.39474 del 24/09/2008), licenze creative commons.

Come conclusione del lavoro è stato prodotto un  video con il tablet costituito dalle fotografie scattate durante le fasi di lavoro, dagli screenshot delle diapositive con le normative e dalla registrazione audio delle voci dei bambini.

di Angela Fumasoni – IC “Paesi Orobici” di Sondrio
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Parole Ostili

Si tratta dell’appuntamento dedicato al mondo della scuolache ha l’obiettivo di fornire agli insegnanti gli strumenti utili per educare ad una cittadinanza digitale.

Sarà una mattinata dedicata alla formazione con oltre 20 momenti tra lezioni frontali, panel e workshop interattivi. Il loro comune denominatore sarà il Manifesto della comunicazione non ostile, che verrà declinato su un’ampia varietà di ambiti e temi.
Tutti i panel e i laboratori saranno tenuti da esperti, da insegnanti certificati da Parole Ostili e da professionisti che, per formazione o professione, si occupano delle tematiche.

“Parole a Scuola – Trieste” sarà la terza edizione, 
dopo quelle di Milano e Bari del 2018. 
 Attenzione! 
Alcuni dei momenti formativi di Parole a Scuola si rivolgeranno anche ad un pubblico non prettamente scolastico. 


Sei un insegnante?

Segnati la data dell’8 maggioperché potrai partecipare in diversi modi:
– seguendo l’evento in presenza a Trieste
– lavorando con la tua classe attraverso le nuove schede didattiche che realizzeremo per l’occasione
– candidando i tuoi alunni al progetto “peer to peer” che attiveremo nelle prossime settimane.

Tutti i dettagli e le informazioni sulla giornata li racconteremo prossimamente, sempre attraverso la newsletter.

Gli appuntamenti di questa settimana 

14 gennaio a Susegana – Veneto 
Terremo un laboratorio sul Manifesto della comunicazione non ostile a una ventina di ragazzi della secondaria di primo grado. 

16 gennaio a Cremona – Lombardia 
“Dall’articolo 21 della Costituzione italiana al Manifesto della comunicazione non ostile”. L’evento, tenuto dalla nostra formatrice Barbara Alaimo, è aperto al pubblico. Per gli insegnanti verranno rilasciati dei crediti formativi. L’iniziativa si svolge  alle ore 16.30 presso l’Aula Magna dell’Istituto “A. Ghisleri” in via Palestro 35. 

17 gennaio a Milano – Lombardia 
Come affrontare il Cyberbullismo. Parliamo del tema ad alcuni studenti dell’Istituto Salesiano S. Ambrogio – Don Bosco attraverso i dieci principi del nostro Manifesto.

18 gennaio a Genova – Liguria 
Vi ricordate il tappeto gioco sui temi della navigazione sicura e della comunicazione non ostile che abbiamo realizzato per Costa Crociere? Sarà presente sulla nuova nave, Costa Smeralda, che verrà varata a marzo. Nel frattempo la nostra Giorgia sarà a Genova per formare l’equipaggio a utilizzarlo. 

Curiosità
 

Ad oggi sono oltre 250 i comuni che hanno ufficialmente sottoscritto il Manifesto. Le città più popolate che hanno aderito sono: Milano, Torino, Firenze, Palermo, Bari, Padova, Ferrara, Lecce, Bergamo.

L’elenco completo lo trovate sul nostro sito.

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