Trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio: i magistrati Colombo e Caselli ne parlano con gli studenti– DIRETTA 18 MAGGIO 2022 dalle ore 11.00 alle ore 12.30.

Evento proposto nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivo 10

A 30 anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, le scuole celebrano gli eroi dell’antimafia che in questi attentati hanno perso la vita: il giudice Giovanni Falcone, ucciso il 23 maggio 1992 insieme alla moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrata, e agli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montanaro; e il giudice Paolo Borsellino, morto il 19 luglio 1992 insieme ai cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muti, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

L’iniziativa è aperta a tutti i gradi di scuola ma CONSIGLIATA alla Secondaria di I e II grado.

Ospiti dell’incontro

l’ex magistrato Gherardo Colombo, giurista, saggista e scrittore, autore per Salani dei volumi per le scuole “Educare alla legalità”, “Sono Stato io, una Costituzione pensata dai bambini”, “Sei Stato tu, la Costituzione attraverso le domande dei bambini”;

Gian Carlo Caselli, anche lui magistrato e saggista, autore, insieme a Guido Lo Forte, per Piemme editore, dei volumi “La giustizia conviene, il valore delle regole raccontato ai ragazzi di ogni età” e “Le parole contro la mafia”.

Per partecipare

Per assistere all’evento non è necessaria alcuna formula di iscrizione, basterà connettersi al canale Facebook/YouTube al momento dell’evento. Tuttavia, per questioni organizzative, al fine di pianificare al meglio la tempistica dell’evento formativo e lo spazio per le domande agli esperti, preghiamo ogni docente referente di segnalare la partecipazione della propria classe compilando il form a questo link.

Modulo per la Conferma di adesione della classe – 18 maggio 2022 dalle ore 11.00 alle ore 12.30:

https://docs.google.com/forms/d/1AxlXhTYzNroADMVBjaRwWi42fw0sqgZjEp4x6417_gU/viewform?edit_requested=true

Sondaggio sulle competenze in materia di innovazione e imprenditorialità – Risultati

https://www.schooleducationgateway.eu/it/pub/viewpoints/surveys/survey-innovation-entrepreneur.htm

I risultati del sondaggio sono proposti nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 7 e 8.

I risultati del sondaggio indicano che le competenze in materia di innovazione e imprenditorialità dovrebbero essere ulteriormente potenziate nelle scuole. Le attività al di fuori della scuola sembrano essere una pratica efficace per sviluppare le competenze degli studenti. D’altro canto, gli insegnanti hanno segnalato delle difficoltà nell’entrare in contatto e collaborare con organizzazioni, associazioni e imprese.

La competenza imprenditoriale consiste nel riconoscere e cogliere le opportunità, nonché nel pianificare e gestire in modo creativo processi di valore culturale, sociale o finanziario. Si tratta di una competenza multiforme che implica la conoscenza dei contesti e delle opportunità, dei principi etici e della consapevolezza di sé. Inoltre, include competenze come creatività (immaginazione, riflessione critica, risoluzione dei problemi), comunicazione, mobilitazione delle risorse e gestione dell’incertezza, dell’ambiguità e del rischio, così come atteggiamenti di autoefficacia, motivazione e perseveranza, e di valutazione delle idee altrui. Similmente, le competenze in materia di innovazione includono una combinazione di particolari caratteristiche personali, competenze sociali, conoscenze, mentalità orientata al futuro, pensiero creativo e competenze nella gestione e nella realizzazione di progetti. L’educazione all’imprenditorialità mira a sviluppare le competenze e la mentalità degli studenti per poter trasformare le idee creative in azione imprenditoriale. Questo richiede la creazione di partenariati con organizzazioni esterne alla scuola, promuovendo in tal modo l’apprendimento esperienziale.

Questo sondaggio ha lo scopo di valutare le opinioni sulle competenze in materia di innovazione e imprenditorialità. Il sondaggio è rimasto aperto su School Education Gateway dal 27 gennaio al 20 marzo 2022 e ha ricevuto i contributi di 121 partecipanti provenienti da 33 Paesi, il 79% dei quali erano insegnanti o dirigenti scolastici.


Risultato (N = 121)
1. Pensando alla tua scuola o a una scuola che conosci, in che misura sei d’accordo con le seguenti affermazioni?
Graph 1

La maggior parte dei partecipanti ha riferito che le competenze in materia di innovazione e imprenditorialità sono integrate nel curriculum scolastico, in particolare attraverso un approccio multidisciplinare (55%), e in misura minore come argomento a sé stante (36%).

Inoltre, il 56% dei partecipanti ha affermato (fortemente d’accordo o d’accordo) che la propria scuola offre attività per lo sviluppo di entrambe le competenze e il 41% ha indicato la presenza di un insegnante che è stato nominato responsabile di questi temi.

Tuttavia, il 79% ha riferito che entrambe le competenze dovrebbero essere maggiormente enfatizzate a livello scolastico e, nello stesso spirito, il 68% degli intervistati ha dichiarato che tali competenze non dovrebbero essere acquisite principalmente al di fuori della scuola.

2. Quali dei seguenti elementi sono più facilmente accessibili alle scuole del vostro paese per sostenere l’innovazione e l’imprenditorialità?
Graph 2

Per quanto riguarda le risorse più accessibili per sostenere l’innovazione e l’imprenditorialità nelle scuole, il 52% degli intervistati ha scelto materiali didattici stampati/online, seguiti da reti di insegnanti (44%) e brevi corsi e workshop online per insegnanti (41%).

È stato espresso un moderato sostegno nei confronti di progetti e concorsi nazionali, linee guida per l’insegnamento e partenariati con organizzazioni, associazioni e imprese (dal 27% al 36%). Le risorse percepite come le meno accessibili sono state i concorsi e le campagne europee al 19% e i centri di competenza al 12%.

3. In che misura ritiene che le seguenti pratiche siano efficaci nell’insegnamento delle competenze in materia di innovazione e imprenditorialità?
Graph 3

Tutte le pratiche elencate sono state percepite come efficaci dalla maggior parte dei partecipanti al sondaggio.

Sulla base delle risposte, le pratiche più efficaci includono attività extra scolastiche che stabiliscono dei legami tra gli alunni e la comunità o le imprese locali (91%), laboratori di innovazione che coinvolgono gli alunni in progetti di ricerca per risolvere le sfide contemporanee (91%) e progetti internazionali (90%).

Subito dopo troviamo incontri in classe con gli imprenditori per condividere le loro esperienze (88%), la partecipazione dei discenti a concorsi pertinenti (86%) e le simulazioni e le mini aziende (84%).

4. In che misura la vostra scuola lavora con i seguenti attori per sviluppare le competenze in materia di innovazione e imprenditorialità dei discenti?
Graph 4

Stabilire partenariati scolastici con organizzazioni esterne può essere di fondamentale importanza per sviluppare le competenze in materia di innovazione e imprenditorialità dei discenti.

Le collaborazioni più comuni coinvolgono i servizi pubblici regionali/nazionali e le organizzazioni di comunità (entrambe al 37%), seguiti da enti comunali e organizzazioni per l’arte e la cultura (entrambe al 36%).

Le strutture di assistenza psicosociale, i datori di lavoro locali e le associazioni di genitori hanno ricevuto tassi di risposta moderati, compresi tra il 34% e il 31%.

Le aziende regionali/nazionali, gli enti di beneficenza e i sindacati sono tra i partner meno comuni nelle collaborazioni instaurate dai partecipanti.

Conclusions

I risultati del sondaggio, basati su un tasso di risposta relativamente basso, suggeriscono che le competenze in materia di innovazione e imprenditorialità vengono integrate nel programma scolastico principalmente attraverso approcci multidisciplinari e attività scolastiche attuate dagli insegnanti, mentre circa otto partecipanti su dieci indicano che dovrebbe essere data maggiore enfasi ad entrambe le competenze a livello scolastico.

Secondo i risultati del sondaggio, le pratiche più efficaci per lo sviluppo delle competenze in materia di innovazione e imprenditorialità degli studenti sono le attività extra scolastiche che stabiliscono dei legami tra gli studenti e la comunità locale o le imprese locali, laboratori di innovazione che coinvolgono gli studenti in progetti di ricerca e progetti internazionali.

In termini di risorse, gli insegnanti hanno riferito di avere maggior accesso ai materiali didattici, alle reti di insegnanti e alle opportunità di sviluppo professionale, rispetto a organizzazioni/associazioni/imprese, concorsi/campagne europee e centri di competenza. A questo proposito, gli insegnanti hanno indicato di non aver collaborato molto con le imprese regionali e nazionali, gli enti di beneficenza e i sindacati.

Per ulteriori informazioni sull’educazione all’imprenditorialità consulta la pagina dedicata della Commissione europea, per ulteriori dati consulta questa relazione Eurydice del 2016.

Per ulteriori informazioni su strumenti, metodi e buone pratiche, visita la Entrepreneurial school e

consulta la relazione sugli insegnanti come fattore critico di successo nell’educazione all’imprenditorialità.

Allegato: Ruolo degli intervistati

https://www.schooleducationgateway.eu/it/pub/latest/news/recognition-qualifications-ua.htm

Graph 5

News ( Refugees)

https://www.schooleducationgateway.eu/it/pub/latest/news/education-support-ua-refugees.htm

https://academy.europa.eu/courses/integrating-migrants-and-refugees-at-school

https://www.schooleducationgateway.eu/it/pub/teacher_academy.htm

https://www.etwinning.net/en/pub/newsroom/highlights/-etwinning-supports-ukrainian-.htm

AgevolUp: la prima app italiana dedicata ai care leavers. Un’esperienza di Tecnologia di Comunità – @CREMIT

Risorsa proposta nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 2, 3, 5, 7.

Newsletter #29, Scienza & Pace Magazine – a cura del Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace – Università di Pisa

Newsletter proposta nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 3, 5, 7, 8.

Care lettrici, cari lettori. 

A più di due mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, continuiamo a riflettere sulle forme non armate e nonviolente di resistenza, in alternativa all’invio di armi sempre più letali da parte dei paesi dell’Unione Europea e della NATO.

Altri articoli e materiali sono dedicati a temi critici di natura ambientale e sociale: la protezione della Foresta Amazzonica, la tutela delle comunità locali dallo sfruttamento intensivo delle risorse alimentari, il potenziamento in Italia delle centrali a carbone per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento energetico, le inondazioni distruttive collegate alla crisi climatica, l’ineguale accesso ai vaccini contro il Covid-19 su scala mondiale.

Completano l’ultimo numero del Magazine articoli e materiali su altri fronti problematici, in Palestina, in Pakistan, in Turchia e in Grecia, e un’intervista alle autrici del volume “Corpi e identità. Donne dal Subcontinente indiano all’Italia”.

In questa nuova sezione continuiamo a raccogliere le forme più significative di resistenza non armata e nonviolenta che si stanno diffondendo in Russia, in Ucraina e in molte parti del mondo, con l’obiettivo di fermare la guerra in corso e proteggere le popolazioni civili senza ricorrere all’uso della forza.

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SPECIALE UCRAINA. La fuga e l’accoglienza

La guerra in Ucraina ha costretto più di 5,5 milioni di persone ad abbandonare il paese in cerca di sicurezza. Gli stati limitrofi, e non solo, stanno accogliendo la popolazione in fuga. In questa nuova sezione continuiamo a raccogliere immagini e storie di profughi e profughe ucraine, e monitoriamo le politiche di accoglienzaattivate dai vari paesi europei, con particolare attenzione all’Italia.

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Un tribunale turco ha condannato all’ergastolo l’attivista per i diritti umani e filantropo Osman Kavala, con l’accusa infondata o almeno molto controversa di aver tentato di rovesciare il governo col fallito colpo di stato del 2016. Tra le “prove” dell’attività sovversiva di Kavala, anche il supporto finanziario al movimento di protesta nato nel 2013 intorno alla difesa di Gezi Park.

Sempre con l’accusa di aver appoggiato il tentativo di rovesciare il governo, la giuria di tre giudici ha condannato anche altri sette imputati a 18 anni di carcereciascuno, ordinandone l’arresto immediato.

L’industria militare del controllo delle frontiere e dei migranti è in grande espansione, tra droni, robot e sistemi biometrici, e alimenta un importante giro d’affari ignorando le conseguenze negative della militarizzazione dei controlli sulle persone e sui loro diritti. PresaDiretta ha prodotto un reportage sulla Grecia, laboratorio europeo delle nuove politiche della sorveglianza di frontiera.

Il Pakistan, unico paese musulmano dotato di armi nucleari, attraversa una fase di forte instabilità politica. Il capo del governo Imran Khan, vincitore alle elezioni del 2018, ha perso la maggioranza parlamentare dopo che alcuni partiti della coalizione gli hanno ritirato il sostegno. La mozione di sfiducia che lo attendeva non è stata inizialmente discussa: il vice presidente dell’Assemblea nazionale, sostenitore di Khan, ha rifiutato di metterla ai voti sostenendo che fosse incostituzionale, in quanto frutto di “interferenze straniere”. Il riferimento polemico era agli Stati Uniti, “infastiditi” dalla politica estera indipendente del governo, di vicinanza alla Cina e dialogo con la Russia.

Il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Ghebreyesus, lo ha ricordato di recente: ”Anche se i casi segnalati e i decessi da Covid-19 stanno diminuendo a livello globale, e diversi paesi hanno eliminato le restrizioni, la pandemia è ben lontana dall’essere finita – e non sarà finita da nessuna parte finché non sarà finita ovunque”.

C’è un continente dove queste preoccupazioni si rivelano particolarmente reali: l’Africa. A oggi, solo il 15% circa degli africani e delle africane è stato completamente vaccinato. Secondo i dati dell’Africa Centre for Disease Control and Prevention, il continente ha ricevuto finora circa 750 milioni di dosi di vaccino, di cui ne sono state somministrate circa 490 milioni.

Al tempo stesso, come ha sottolineato il direttore del Centro, John Nkengasong, “non possiamo esaurire le risorse solo per arrivare al 70% di vaccinazione anti-Covid e poi trascurare HIV, TBC e malaria. Dovremmo affrontare tutte queste malattie. Queste sono le sfide del nostro tempo“.

Fonte: World Health OrganisationFOTO-STORIE 

Venerdì 15 aprile la polizia israeliana ha fatto irruzione in tenuta anti-sommossa nell’area della moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme Est, durante la prima preghiera del giorno. La Spianata, che accoglie la storica moschea, è stata illegalmente annessa dallo Stato israeliano dopo la Guerra dei Sei giorni del 1967.

L’intervento della polizia è avvenuto a seguito delle provocazioni di numerosi coloni israeliani nell’area della moschea, tra le 7 e le 10 del mattino, e delle proteste dei musulmani: secondo vari testimoni, i coloni hanno compiuto rituali talmudici nei cortili della moschea, sotto la protezione della polizia israeliana, che è poi intervenuta contro i fedeli musulmani sparando proiettili di gomma e lacrimogeni.

La moschea di Al-Aqsa è gestita da una fondazione islamica giordano-palestinese, il Jerusalem Islamic Waqf. Fino al 2005 le visite dei non musulmani al sito erano gestite tramite prenotazioni. Da allora, coloni israeliani e attivisti di estrema destra “visitano” spesso il cortile della moschea, con l’obiettivo ricostruire l’antico tempio di Gerusalemme, fatto erigere da Salomone, al posto di Al-Aqsa.

Dopo l’incursione di venerdì 15 aprile, i medici hanno riferito di almeno 158 palestinesi feriti e più di 300 arrestati, mentre le forze israeliane sono state accusate di aver ostacolato l’arrivo di ambulanze e paramedici alla moschea. Nei giorni successivi si sono verificati altri momenti di tensione, sempre con l’intervento della polizia.

Fonti: InternazionaleMiddle East Eye.

Il territorio del KwaZulu-Natal, nel Sudafrica orientale, è stato colpito nella seconda settimana di aprile 2022 da violente piogge degenerate in inondazioni. Almeno 45 persone sono rimaste uccise. Decine di costruzioni sono state distrutte. I principali nodi di comunicazione sono crollati. L’acqua e il fango hanno ostacolato i soccorsi. Nelle immagini, una donna in accappatoio a fianco della sua abitazione: davanti a lei una voragine e una vita da ricostruire. Un uomo a piedi nudi fermo a pensare: dietro di lui ciò che resta del cortile di una casa.

Non si tratta di un episodio isolato: lo scorso gennaio, un nubifragio sulla città costiera di East London ha ucciso almeno 10 persone e lasciato centinaia di altre senza casa. Gli scienziati ritengono che questi eventi estremi siano causati dal cambiamento climatico. Il servizio meteorologico nazionale afferma che eventi simili potrebbero diventare comuni, ma non li collega alla crisi climatica. Nel 2019 il Dipartimento dell’ambiente ha elaborato un Piano per potenziare l’adattamento ai cambiamenti climatici, mirando a sviluppare una rapida capacità di intervento in caso di eventi meteorologici estremi. L’ultima inondazione ha mostrato quanto l’attuazione di tale Piano sia ancora carente.

Fonte: Reuters.

GreenComp: sviluppare le competenze per un futuro sostenibile

Image: European Commission

https://www.schooleducationgateway.eu/it/pub/latest/news/greencomp.htm

Quadro di riferimento proposto nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 3 e 7.

GreenComp è un quadro di riferimento per le competenze in materia di sostenibilità a livello UE che fornisce un terreno comune per studenti ed educatori. Stabilisce le capacità e le competenze in materia di sostenibilità per studenti di tutte le età, dai bambini agli adulti, e per tutti gli ambienti educativi, formali, non formali e informali.

Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità rendono necessario un intervento urgente e un cambiamento sistemico e duraturo di atteggiamenti, mentalità e pratiche. L’istruzione ha un ruolo chiave da svolgere nel cambiare i nostri comportamenti e le nostre convinzioni al fine di raggiungere un futuro equo e sostenibile.

Il pensiero critico, l’empatia, la responsabilità e la cura sono tra le competenze che devono essere favorite attraverso l’istruzione e l’apprendimento. Tali competenze per la sostenibilità possono consentire agli studenti di vivere la sostenibilità nella loro vita quotidiana, comprendere sistemi complessi, intraprendere o richiedere azioni per la salute del pianeta e diventare agenti attivi di cambiamento.

GreenComp individua dodici competenze divise in quattro categorie:

  1. Fare propri i valori di sostenibilità sostiene l’equità e la giustizia per le generazioni future, riconoscendo al contempo che gli esseri umani fanno parte del mondo naturale;
  2. Cogliere a fondo la complessità nella sostenibilità aiuta gli studenti a diventare pensatori sistemici e critici che affrontano i problemi da diverse prospettive, ne individuano le interconnessioni e mettono in discussione le loro ipotesi e i loro pregiudizi;
  3. Immaginare un futuro sostenibile consente agli studenti di immaginare scenari alternativi per il futuro, affrontare le ambiguità e le incertezze in maniera flessibile, sperimentare e oltrepassare i confini disciplinari;
  4. Agire per la sostenibilità implica un impegno politico e un’azione collettiva e individuale.

Il documento può essere utilizzato, tra le altre cose, per la progettazione dei curricula, l’autoriflessione, la valutazione dei programmi esistenti e lo sviluppo di politiche inerenti. Il quadro di riferimento, sviluppato dalla Commissione europea in collaborazione con esperti di istruzione di tutta Europa, è attualmente disponibile in inglese e sarà tradotto in tutte le lingue ufficiali dell’UE nei prossimi mesi.