Corso di formazione professionale per docenti, organizzato e certificato da SO.GE.S (Società del gruppo Orizzonte Scuola), ente accreditato al Miur ai sensi della direttiva 170/2016
Titolo dell’iniziativa formativa:Italiano L2 per una scuola inclusiva – metodologie ed esempi pratici
Formatore: Massimo Aureli
Tipologia iniziativa formativa:
Online
Ambiti specifici dell’iniziativa formativa
Inclusione scolastica e sociale
Bisogni individuali e sociali dello studente
Orientamento e Dispersione scolastica
Gestione della classe e problematiche relazionali
Ambiti trasversali dell’iniziativa formativa
Didattica e metodologie
Innovazione didattica e didattica digitale
Gli apprendimenti
Metodologie e attività laboratoriali
Destinatari
Docenti scuola infanzia
Docenti scuola primaria
Docenti scuola secondaria di I grado
Docenti scuola secondaria di II grado
Obiettivi dell’iniziativa formativa
Capire i problemi comunicativi e relazionali per attuare un processo di inclusione
Conoscere gli strumenti e le metodologie più efficaci per migliorare le competenze in lingua italiana in modo efficace e creativa
Implementare e stimolare l’applicazione di tecniche e metodologie volte a far apprendere in modo rapido ed efficace la lingua
Durata: questo prodotto a fruizione gratuita contiene il primo modulo del corso, al termine della visione è possibile acquistare il corso completo. Il corso completo ha una durata di oltre 6 ore (certificazione di 8 ore, incluso la fase di autoapprendimento)
Metodologie
E-learning
Materiali e tecnologie usati
PC
Video
Proposta di attività didattiche
Tipologie verifiche finali
Test a risposta multipla
Mappatura delle competenze
Il corsosi pone l’obiettivo di far apprendere tecniche e metodologie per una didattica inclusiva
di approfondire metodologie in modo innovativo e costruttivo per una didattica efficace e coinvolgente
far apprendere tecniche di coinvolgimento della classe nelle attività in classe per una didattica inclusiva
Breve presentazione dei relatori/formatori
Massimo Aureli è un docente universitario, esperto di mediazione linguistica e grammatica. Come formatore ha realizzato diversi corsi volti ad aiutare i docenti a sviluppare ed applicare metodologie didattiche efficaci. Come docente si occupa di migliorare le abilità comunicative e relazionali dei suoi apprendenti.
Home » News » Officina educazione e futuri 2022 del CNR. Spazi di inclusione e di democrazia nei contesti educativi
Erasmus è inclusione e diversità
Spazi di inclusione e di democrazia: teoria e pratica dei concetti di inclusione e democrazia nei contesti educativi
In una realtà caratterizzata da complessità e incertezza, i sistemi educativi si trovano a dover affrontare importanti interrogatividi tipo sia pedagogico (Giancola e Piromalli 2020) che etico (Van Dijk 2018):
come ripensare il rapporto tra scuola, società e mondo del lavoro?
quali vie percorrere per promuovere la partecipazione attiva di tutti gli attori ai processi di innovazione educativa, sociale, scientifica?
come ridefinire il rapporto tra virtuale e reale nel processo educativo? quali sono le competenze centrali per la società e per l’inclusione sociale?
Come evidenziato dagli studiosi Funtowicz e Ravetz (1997) (Tudisca 2022), in simili contesti, dove gli interessi in gioco sono molteplici, i valori personali e collettivi sono messi in discussione e le decisioni urgenti, la ricerca di soluzioni richiede spazi e tempi in cui confrontarsi, scambiarsi esperienze e prendere decisioni condivise in modo non estemporaneo ma con continuità.
Le Officine del CNR; uno spazio di confronto e condivisione di conoscenza
Facendo propria questa visione, le “Officine, educazione, futuri” del CNR, organizzate annualmente dal 2016 su iniziativa del gruppo di ricerca “Studi sociali su scienza, educazione, comunicazione” (COMESE) dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (IRPPS–CNR) in collaborazione con il Ministero dell’istruzione e, per le edizioni 2019 e 2020, con l’iniziativa Future of Education dell’UNESCO, si propongono come spazio di confronto, scambio di esperienze e co-creazione di conoscenza tra gli attori che operano, a diverso titolo, nel campo dell’educazione.
Le Officine sono conferenze che promuovono la partecipazione quale strumento necessario per un’innovazione sostenibile e condivisa, riportando al centro del dibattito l’educazione e l’istruzione quali processi-chiave per costruire conoscenze e strumenti per vivere una vita significativa e, in sostanza, dare forma al futuro, le conoscenze si costruiscono e gli individui hanno l’opportunità di acquisire gli strumenti per vivere una vita dignitosa e per loro significativa (Valente e Caravita, 2021). Sono occasioni di confronto per soggetti che in contesti usuali difficilmente interagirebbero tra loro (Stilgoe, Owen e Macnaghten, 2013): studenti, comunità educante e scientifica, policy maker e società civile.
Nel corso delle varie edizioni, il processo partecipativo si è sviluppato in un’alternanza di momenti di riflessione individuale, stimolata tramite la condivisione di materiali di approfondimento; spazi virtuali e fisici di lavoro in piccoli gruppi multidisciplinari; momenti di discussione allargata in sessioni plenarie (Pennacchiotti, Tudisca, Valente 2020). Questa successione è pensata per favorire – a partire da temi strategici dell’educazione di volta in volta diversi – un processo di co-creazione stimolato dal confronto e la condivisione di esperienze, pratiche e risultati prodotti.
Officine Educazione Futuri, edizione 2022
Nell’edizione 2022 “Spazi di inclusione e di democrazia: teoria e pratica dei concetti di inclusione e democrazia nei contesti educativi”, organizzata in collaborazione con i progetti europei Erasmus + INCLUDE , OLA e GSO4SCHOOL, nel corso dei tavoli di lavoro è stata proposta una riflessione nell’ottica di rilanciare la dimensione democratica delle nostre società, declinata in obiettivi da conseguire, possibili facilitatori e barriere, a partire dalle esperienze dei/lle partecipanti.
Sul sito Officina Educazione Futurisono consultabili i rapporti completi dei tavoli, le registrazioni video e la documentazione che ha alimentato la co-creazione di conoscenza. Riportiamo qui di seguito un’estrema sintesi dei principali punti emersi:
Democrazia e inclusione come pratiche quotidiane – si sente l’urgenza di un sistema educativo che sviluppi capacità e inclinazioni personali da una parte e dimensione sociale di studenti e studentesse dall’altra (identificabili nei due concetti di subjectification esocialization esplicitati dagli studiosi Miedema e Biesta), abituando fin dalle scuole primarie all’ascolto e alla comprensione delle opinioni altrui, alla rappresentanza e alla cittadinanza attiva, alla partecipazione politica.
Partecipazione – l’educazione deve creare i presupposti per una reale partecipazione di tutti/e all’interno di comunità consapevoli e capaci di esercitare i propri diritti, con spazi di dialogo e di lavoro di gruppo – sia tra pari che tra diversi soggetti educanti- per l’analisi di problemi comuni e ideazione di soluzioni innovative.
Personalizzazione del percorso educativo – si dovrebbe favorire la possibilità di esprimersi attraverso linguaggi e strumenti diversi, il più possibile personalizzati, variegati, che rispondano alle diverse abilità e alla molteplicità delle attitudini e dei processi cognitivi di ciascuno/a.
Scuola città aperta – una scuola che sia aperta alle relazioni con il resto del mondo, sia in senso territoriale che in senso sociale. Una scuola più “partecipata” che diventi un punto di riferimento per il contesto territoriale, includendo i diversi attori della comunità educante sia nell’ottica di un radicamento col territorio sia di riconoscere l’interdipendenza reciproca tra livellofamiliare, sociale e politico, internazionale, globale.
Lotta alle disuguaglianze di accesso ai diritti e agli stereotipi,con l’elaborazione di strumenti contro qualsiasi forma di discriminazione. Una competenza centrale è identificata nell’educazione all’analisi critica di testi e immagini, per alimentare la capacità di acquisire consapevolezza e intervenire sulle narrazioni comuni.
Valorizzazione di memorie, culture, narrazioni – è necessario dare più spazio nella scuola, ma anche nella società, a diversi punti di vista, in senso ampio, per problematizzare l’epistemologia dominante. Ad esempio attraverso la creazione e l’utilizzo di spazi che favoriscano un coinvolgimento attivo nell’ascolto per riconoscere e valorizzare vissuti e narrazioni, ma anche attraverso una maggiore accessibilità e apertura delle risorse didattiche. L’utilizzo di risorse didattiche aperte, accanto ai libri di testo, offre l’opportunità di includere molteplici punti di vista nell’insegnamento e, allo stesso tempo, di una maggiore accessibilità, per esempio in termini linguistici.
Promozione di un’etica della cura, intesa come disposizione alla cura delle persone, dei beni e dell’ambiente, non disgiunta dall’etica della responsabilità di Jonas, su cui si basa il discorso sulla sostenibilità.
Il Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita – Francesco Mattesini” organizza l’incontro dal titolo «Saper dire: cielo». Giornata di studi su Roberto Rebora.
La giornata si terrà lunedì 17 ottobre 2022 in aula G.211 San Benedetto, in Largo Gemelli 1, Milano, dalle ore 9.30 alle ore 18.30.
La locandina è consultabile cliccando qui e contiene le istruzioni per chi volesse collegarsi all’evento da remoto.
Un percorso di formazione e ricerca sulla cultura del rispetto e della parità: in una parola PARtime. Un progetto che porta la firma di @regionetoscana e @IndireSocial rivolto a docenti, dirigenti scolastici, personale Ata ✍ ᴅɪ Rᴀғғᴀᴇʟʟᴀ Gᴀʟᴀᴍɪɴɪ https://t.co/nO1TrDnthD
Presentato il progetto di Regione Toscana e Indire: un corso di formazione e ricerca sulla cultura del rispetto e della parità tra video, kit didattici e laboratori.
Un percorso di formazione e ricerca sulla cultura del rispetto e della parità: in una parola PARtime. Un progetto che porta la firma di Regione Toscana e Indire rivolto a docenti, dirigenti scolastici, personale Ata delle scuole di ogni ordine e grado e a educatrici ed educatori dei servizi per l’infanzia (0-6) del territorio toscano.
L’iniziativa, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e Anci Toscana, è stata presentata in Palazzo Strozzi Sacrati. PARtime è organizzata su piattaforma moodle per una “frequenza” in piena autonomia, attraverso videolezioni on demand e kit didattici scaricabili.
Al termine, iscritte e iscritti, che potranno partecipare gratuitamente, conseguiranno un attestato che riconoscerà 25 ore di formazione. Il percorso è stato curato da esperte/i di Indire e del mondo dell’Università, dei Centri antiviolenza, della Giustizia.
“L’educazione alle differenze e alla parità di genere – ha sottolineato l’assessora Alessandra Nardini – riveste un ruolo cruciale. Stiamo rafforzando il nostro impegno nel promuovere la cultura del rispetto e della parità, nel solco tracciato dalla legge regionale 16 del 2009 sulla cittadinanza di genere, con cui la Toscana si è posta all’avanguardia su questi temi“.
La presentazione di PARtime
Da ricordare l’impegno della Regione sul fronte dell’educazione anche attraverso i PEZ, i Progetti Educativi Zonali. Nelle linee guida, un’attenzione particolare è riservata al contrasto degli stereotipi di genere. “Con PARtime ci impegniamo sul fronte della formazione di docenti, educatrici e educatori e di tutte e tutti coloro che lavorano nei servizi per l’infanzia e nelle scuole toscane” ha concluso Nardini.
Maria Teresa Sagri, primo ricercatore INDIRE in rappresentanza della presidente Grieco si è augurata che “questa iniziativa offra l’opportunità di creare un’azione sinergica con il territorio; che sia anche una prima spinta, dopo la formazione dei docenti, a proseguire con il coinvolgimento degli alunni e di tutta la comunità”.
“Questo progetto – ha sottolineato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia – per le modalità di formazione molto efficaci e snelle ha una valenza concreta e fornisce dei validi spunti e strumenti per la didattica”.
“È importantissimo che la decostruzione degli stereotipi di genere inizi in tenera età – ha commentato Eleonora Ducci, responsabile Anci Toscana per politiche sulla parità di genere e sindaca di Talla -. Intervenire anche nei nidi, che tra l’altro sono di più stretta competenza comunale, diventa fondamentale”.
Già 400 gli iscritti a PARtime
Le iscrizioni sono aperte dallo scorso 22 settembre. A oggi sono in circa 400 tra docenti, educatori e educatrici, personale Ata, ad aver aderito. Sarà possibile iscriversi fino all’8 ottobre, la piattaforma on line sarà attiva dall’11 ottobre. Nei prossimi mesi, è in programma la riapertura dei termini per le adesioni.