VERSO L’EQUITÀ E L’INCLUSIONE NELL’ISTRUZIONE SUPERIORE IN EUROPA

https://eurydice.indire.it/verso-lequita-e-linclusione-nellistruzione-superiore-in-europa/

Risorsa proposto nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 2, 3, 5, 7, 8.

A che punto sono i Paesi europei quando si parla di equità e di inclusione dei loro sistemi di istruzione superiore? Hanno le condizioni necessarie per attuarle? L’istruzione è una delle chiavi per costruire società inclusive e coese. Per questo motivo, assicurare che l’istruzione superiore sia accessibile a tutti gli studenti è una delle priorità dell’UE. Cosa possono fare quindi i sistemi educativi europei per facilitare l’equità e l’inclusione nell’istruzione superiore?

di Alessandra Mochi

Negli ultimi anni il tema delle disuguaglianze è all’ordine del giorno delle politiche europee e nazionali. Nel 2017, al vertice di Göteborg, i leader europei hanno discusso dell’importanza dell’istruzione per il futuro dell’Europa e, poco dopo, nello stesso anno, le conclusioni del Consiglio europeo  hanno indicato l’istruzione come una delle chiavi di volta per costruire società inclusive e coese. È seguita poi, nel 2020, la comunicazione della Commissione europea sulla realizzazione dello spazio europeo dell’istruzione entro il 2025 la quale definisce l’inclusione come uno degli obiettivi chiave, garantendo che l’istruzione superiore sia accessibile a tutti gli studenti. 

L’attenzione al tema dell’inclusione nell’istruzione superiore è stata dedicata fin dai primi anni del processo di Bologna; tuttavia, i passi in avanti fatti sono stati pochi e la dimensione sociale risulta essere un’area politica in cui è necessario un rinnovato impegno. Per questo motivo nel novembre del 2020, alla conferenza ministeriale di Roma, sono stati adottati dai ministri dell’istruzione i “Principi e linee guida per rafforzare la dimensione sociale nello spazio europeo dell’istruzione superiore”, per stabilire un’agenda per promuovere l’azione a livello nazionale.

L’istruzione superiore è spesso vista come mezzo per superare, almeno in parte, le disuguaglianze socioeconomiche, perché più alto è il livello di istruzione, migliori sono le prospettive di avere un lavoro maggiormente retribuito. Tuttavia, ci sono ancora troppi studenti con capacità che restano esclusi dai sistemi di istruzione superiore a causa della loro condizione socioeconomica, del loro background scolastico, dell’insufficienza dei sistemi di supporto e di orientamento e di altri ostacoli ancora. 

Inoltre, le restrizioni all’apprendimento in presenza derivanti dalle misure adottate a causa della pandemia da COVID-19 hanno avuto una forte ripercussione sugli studenti svantaggiati dal punto di visto socioeconomico.

Il fatto che determinati gruppi sociali siano sottorappresentati crea problemi sia a livello individuale che della collettività. Ad esempio, i giovani che provengono da contesti migratori hanno poche possibilità di accedere all’istruzione superiore e di completare gli studi; questo comporta un maggiore rischio di disoccupazione o di impiego in posti poco qualificati e mal pagati e ciò si traduce in emarginazione sociale. 

Per combattere queste disuguaglianze, la strategia dello Spazio europeo dell’istruzione superiore (EHEA – European Higher Education Area) prevede che “il corpo studentesco che entra, partecipa e completa l’istruzione superiore a tutti i livelli debba riflettere la diversità delle popolazioni europee”.

L’obiettivo dei Principi e delle Linee guida è quindi quello di aiutare le autorità educative nazionali a migliorare la dimensione sociale dell’istruzione superiore, basandosi sul concetto di “non lasciare nessuno indietro”. Ciò viene fatto suggerendo di introdurre misure che rendano la dimensione sociale più equa. Si rendono quindi necessari cambiamenti nei requisiti per accedere, progredire nell’istruzione superiore o completarla, ma anche a livello di sistema, al fine di favorire e attrarre in assoluto un maggior numero di studenti, in particolare quelli provenienti da contesti vulnerabili, svantaggiati o sottorappresentati.

Questo nuovo rapporto della rete Eurydice dal titolo Towards Equity and Inclusion in Higher Education in Europe ha mirato a sviluppare indicatori, definiti “quadri di controllo”, relativi alla dimensione sociale nell’istruzione superiore con l’obiettivo di aiutare le autorità competenti a migliorare l’equità.

In sintesi, il rapporto cerca di stabilire fino a che punto i sistemi di istruzione superiore europei siano allineati con i Principi stabiliti. 

L’auspicio è quello di fornire una mappatura delle politiche per informare i decisori politici, le parti interessate e gli analisti sui progressi già compiuti e sulle aree che continuano a costituire una sfida.

Il rapporto, strutturato in 10 capitoli, corrispondenti ai Principi e Linee guida, spiega come questi ultimi si riferiscono all’equità, illustra le eventuali sfide metodologiche, spiega la scelta degli indicatori e, infine, presenta i dati raccolti, per lo più sotto forma di mappe. Alla fine di ciascun capitolo viene presentato un indicatore “quadro di controllo” che riassume quante delle linee guida siano già messe in atto nei vari paesi europei.

L’anno di riferimento del rapporto è il 2020/2021 e i paesi presi in esame sono tutti i 27 Stati membri dell’UE, ma anche Albania, Bosnia ed Erzegovina, Svizzera, Liechtenstein, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia (l’Islanda, che fa parte della rete Eurydice, non ha partecipato a questo progetto).

La figura che segue rappresenta un “quadro di controllo” a punteggio della dimensione sociale nell’istruzione superiore per paese, sulla base dell’analisi effettuata nei vari capitoli del rapporto comparativo.

Per leggere la figura è necessario tenere presente che l’attribuzione dei punti è avvenuta nel modo seguente: per ciascuno dei 10 indicatori, corrispondenti ai principi, sono stati attribuiti 4 punti e il colore verde scuro se il paese soddisfa tutti i criteri previsti dalle linee guida; 3 punti e il colore verde chiaro se il paese ne soddisfa uno in meno; il colore giallo equivale a 2 punti e l’arancione a 1 solo punto. Infine, il colore rosso, pari a zero, viene assegnato ai paesi il cui sistema di istruzione superiore non soddisfa alcuno dei criteri richiesti. 

Figura: Risultati dei 10 indicatori di controllo sui Principi e le Linee guida per rafforzare la dimensione sociale nello spazio europeo dell’istruzione superiore, 2020/2021

Dalla figura risulta che il punteggio totale attualmente raggiunto dai paesi presi in esame nel rapporto è 633. Se tutti i sistemi d’istruzione fossero stati nella categoria verde scuro, il punteggio sarebbe stato 1520 (38 sistemi d’istruzione X 40 punti); il risultato attuale indica, quindi, che i sistemi europei hanno attuato circa il 42% delle politiche richieste per rispettare gli impegni, e ciò significa che c’è ancora molto da migliorarein Europa per quanto riguarda le politiche nell’ambito della dimensione sociale nell’istruzione superiore.

Il paese che ha ottenuto il punteggio più alto, come mostrato nella tabella sopra, è l’Italia, che è in testa con 28 punti, seguita dalla Finlandia con 27 punti, da Estonia, Spagna, Francia, Malta e Svezia tutti con 25 punti, e da Romania e Norvegia con 24 punti. Ciò sta a indicare che questi sono i paesi che hanno attualmente le politiche sulla dimensione sociale più sviluppate nell’istruzione superiore.

Per quanto riguarda l’analisi dei 10 Principi e Linee Guida sulla dimensione sociale, la figura mostra quali aree politiche richiedono i maggiori sforzi per progredire e quali possono essere sviluppate partendo da un livello relativamente avanzato. L’indicatore del quadro di controllo che ha ottenuto il risultato migliore a livello europeo è quello che si riferisce al Principio n. 4 (Affidabilità dei dati) con 97 punti e al Principio n.1 (Strategie sull’istruzione superiore con una dimensione sociale) con 91 punti. 

Le aree di intervento politico che hanno ricevuto finora minore attenzione sono quelle previste dal Principio n. 9 (Coinvolgimento della comunità) e n. 10 (Dialogo politico), le quali hanno ottenuto rispettivamente 27 e 24 punti.  Nel caso del Principio n. 9, ventidue sistemi d’istruzione sono finiti nella categoria rossa, non offrendo alcun sostegno al ruolo di coinvolgimento della comunità delle istituzioni d’istruzione superiore, mentre soltanto l’Italia e la Svezia rientrano nella categoria corrispondente al colore verde scuro essendo gli unici paesi in cui le autorità pubbliche forniscono supporto sia finanziario che di altro genere, con agenzie esterne di assicurazione della qualità che tengono conto di ciò nelle loro procedure di valutazione. 

Per consultare e scaricare il rapporto in formato pdf:  Towards Equity and Inclusion in Higher Education in Europe


VERSO L’EQUITÀ E L’INCLUSIONE NELL’ISTRUZIONE SUPERIORE IN EUROPA

INDICATORI STRUTTURALI PER IL MONITORAGGIO DEI SISTEMI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE IN EUROPA 2020: DATI E RIFORME DAL 2015 AD OGGI

QUANTO SONO “APPREZZATI” GLI INSEGNANTI IN EUROPA

EDUCAZIONE E CURA DELLA PRIMA INFANZIA TRA OBIETTIVI RAGGIUNTI E NUOVE PROSPETTIVE EUROPEE

TASSE E SUPPORTO FINANZIARIO PER GLI STUDENTI DELL’ISTRUZIONE SUPERIORE: POLITICHE E CIFRE A CONFRONTO IN EUROPA

GENERALE AUMENTO DEGLI STIPENDI DEGLI INSEGNANTI IN EUROPA, CON QUALCHE ECCEZIONE

CALENDARIO SCOLASTICO E ACCADEMICO 2018/2019

CALENDARIO SCOLASTICO E ACCADEMICO 2017/2018

INDICATORI STRUTTURALI PER IL MONITORAGGIO DEI SISTEMI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE IN EUROPA 2016: SINTESI TEMATICHE

MOBILITY SCOREBOARD: UN RAPPORTO ED UNA PIATTAFORMA PER LA MOBILITÀ AI FINI DI APPRENDIMENTO

NUOVO RAPPORTO DI EURYDICE SUI PROGRESSI NELLE POLITICHE EDUCATIVE IN EUROPA

SISTEMI EDUCATIVI EUROPEI: I DIAGRAMMI 2021/2022

GLI STIPENDI DEGLI INSEGNANTI E DEI CAPI DI ISTITUTO EUROPEI: NE PARLA L’ULTIMO RAPPORTO COMPARATIVO DI EURYDICE

« Io ci sono! I giovani protagonisti Un percorso di educazione civica tra pari » I materiali del webinar

https://webinarscuola.airc.it/webinar/70

Io ci sono! un percorso di educazione civica tra pari per fare di ragazzi e ragazze gli ambasciatori di una cultura della salute, della scienza e della cittadinanza attiva con il metodo della Peer Education.

Il Webinar è stato proposto nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 2, 3, 5, 7, 8.

Il gruppo dei pari diventa il laboratorio sociale in cui sviluppano consapevolezze, testano nuove attività, progettano insieme, accrescendo la propria autostima e le capacità relazionali e comunicative. 

L’obiettivo del webinar è stato quello di mettere in evidenza metodi e strategie formative per supportare l’innovazione del modello di insegnamento a livello interdisciplinare, valorizzando alcuni aspetti implicati nel progetto IO CI SONO che i docenti, non solo dell’area scientifica, possono utilizzare e raccordare ad attività e modalità di lavoro nella didattica come: il ruolo attivo dello studente nel processo di apprendimento, la funzione della comunicazione e divulgazione della conoscenza, l’interazione verbale e l’apprendimento reciproco.

Nel webinar sono stati presentati il progetto e i materiali creati per i docenti e per gli studenti con un approccio che punta a dare concretezza alla trasversalità dell’insegnamento dell’educazione civica con attività multidisciplinari, in un percorso che, per il triennio, è valido anche come PCTO.

Partendo dall’esperienza di una docente che ha coordinato lo svolgimento del percorso in più classi, sono state illustrate dalle esperte soluzioni e strategie per favorire una didattica che vede i giovani protagonisti.

Guarda il webinar di inaugurazione del progetto IO CI SONO!

Scopri il progetto IO CI SONO! e scarica i materiali dedicati.

Se non l’hai già fatto, ti invitiamo a iscriverti alla newsletter, per rimanere sempre aggiornato: scuola.airc.it/newsletter.asp

I relatori 
Evelina Molinari, psicologa dell’età evolutiva; Serena Goracci, ricercatrice INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa); Mariarosaria Musarò, Docente di Scienze con Funzione Strumentale per i percorsi di PCTO 

Evelina Molinari, Psicologa dell’età evolutiva, oltre l’attività clinica è consulente per l’offerta formativa del progetto AIRC nelle scuole. Impegnata sul territorio nazionale in progetti clinici di prevenzione, collabora con istituzioni, associazioni, onlus e fondazioni per la progettazione di interventi educativi per la tutela della salute, promozione dell’educazione alla legalità e nella sensibilizzazione sui temi della violenza tra pari e di genere, anche con l’obiettivo di formare, accompagnare e sostenere le principali figure di riferimento, docenti e genitori, nel ruolo educativo. Relatrice in seminari e convegni sul territorio nazionale. 

Serena Goracci, Laureata in filosofia, è attualmente ricercatrice presso INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), nella Struttura di ricerca che si occupa di didattica laboratoriale e innovazione del curricolo in ambito STEM. Presso Indire si è occupata per diversi anni di progetti di formazione per i docenti di scienze in ambito nazionale ed europeo. Attualmente partecipa ad alcune ricerche sull’innovazione didattica nelle discipline di base, con particolare attenzione a quelle STEM, in stretta collaborazione con gruppi di docenti e reti di scuole.

Mariarosaria Musarò, Laureata in Scienze Biologiche, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Genetica e Biologia Molecolare, ha avuto esperienze nella ricerca scientifica, come Post-Doc e Collaboratore di ricerca, nell’ambito della Genetica (Università del Salento e Università “La Sapienza”) e presso l’Istituto di Nanotecnologie di Lecce. 

Attualmente è Docente di Scienze presso il Liceo Scientifico-Classico “G. Stampacchia” di Tricase (Le), è membro della Commissione didattica ed  ha un incarico di Funzione Strumentale per i percorsi di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento). 

Between elite Styles and mass appeal: the nodescript imperial woman of the Roman Hight Empire

„Between elite Styles and mass appeal: the nodescript imperial woman of the Roman Hight Empire“, tenuta dalla dott. Eve D’Ambra, a cura di Fabiola Tosi in qualità di Assistant Director of Programs presso l’Italian Institute of Chicago per un modulo CLIL trasversale.

„La comprensibilità della pronuncia e il ritmo pacato dell’esposizione rendono la lezione assolutamente fruibile per la didattica in modalità CLIL per le classi del biennio superiore“, sostiene Massimo Tosi, https://www.anitel.cloud/portale/ Associazione Nazionale Insegnanti Tutor e-Learning.

Risorsa proposta nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 6 e 8.

Formazione e istruzione professionale – « Strengthening the vocational component in eTwinning VET projects: implications of and for vocational pedagogy » Online workshop

Workshop Europeo proposto nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 3, 5, 7, 8

Tra gli obiettivi principali della community eTwinning c’è anche quello di promuovere innovazione didattica e sviluppo delle competenze digitali come mezzi per migliorare la qualità dell’insegnamento.  

Nell’ambito dell’istruzione e della formazione professionale iniziale (IVET) la progettazione eTwinning può essere uno strumento straordinario di innovazione e digitalizzazione della didattica, in grado di favorire lo sviluppo di competenze trasversali fondamentali per l’occupabilità dei giovani al termine del loro percorso scolastico.  

Questo è il tema del workshop di sviluppo professionale eTwinningStrengthening the vocational component in eTwinning VET projects: implications of and for vocational pedagogy” che si svolgerà onlinedal 18 al 20 maggio p.v.  

L’evento è rivolto a docenti di scuole secondarie di II grado ad indirizzo professionale o tecnico iscritti a eTwinning.    

Il workshop richiederà un impegno per tre pomeriggi consecutivi dal 18 al 20 maggio 2022, dalle ore 15,00 alle ore 18,30. 

Qui di seguito tutti i dettagli della selezione per questo evento.   

Online Workshop: “Strengthening the vocational component in eTwinning VET projects: implications of and for vocational pedagogy

Date: 18-20 maggio 2022 (di pomeriggio con orario indicativo 15-18,30) 

Lingua di lavoro: inglese  

Paesi partecipanti: Albania, Armenia, Azerbaijan, Austria, Belgio, Bosnia e Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Cipro, Rep. Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giordania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Libano, Lituania, Lussemburgo, Malta, Nord Macedonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria.  

Obiettivo: promuovere l’attrattività dei percorsi di istruzione e formazione professionale iniziale attraverso l’educazione ai media. 

Target: docenti di scuola secondaria di II grado ad indirizzo tecnico o professionale. 

Posti disponibili: 5 

Criteri di selezione:   

  • Livello scolastico: essere docente di scuola secondaria II grado ad indirizzo tecnico o professionale iscritto  
  • Essere iscritti a eTwinning da prima del 1° gennaio 2021;  
  • Lingua di lavoro: avere un’ottima conoscenza della lingua di lavoro del seminario (inglese);  
  • Esperienza eTwinning richiesta: Livello intermedio/avanzato. Sarà considerata l’attività pregressa in termini di partecipazione a progetti eTwinning, riconoscimenti di qualità, partecipazione alla community e alle opportunità di formazione professionale.  

ATTENZIONE! Sarà data precedenza a candidati che non abbiano partecipato ad eventi europei eTwinning in presenza (in Italia e/o all’estero) e/o online e sarà tenuta in considerazione la motivazione indicata nel modulo di partecipazione. 

Invia la candidatura entro il 6 maggio alle ore 12.00   

CANDIDATI ADESSO

Le lingue dell’affinità e dell’appartenenza. Tre incontri di formazione gratuiti curati da Daniele Brigadoi Cologna, sinologo e sociologo delle migrazioni. Nell’ambito del progetto Milano L2. Laboratori di lingua per donne e minori migranti (FAMI-2574).

Webinar proposti nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 3, 5, 6, 8

Le lingue dell’affinità e dell’appartenenza – il ruolo dell’italiano L2 e delle lingue ereditarie nella società aperta

Tre incontri di formazione curati da Daniele Brigadoi Cologna, sinologo e sociologo delle migrazioni. Nell’ambito del progetto Milano L2. Laboratori di lingua per donne e minori migranti (FAMI-2574).


Gli incontri si svolgeranno online, sono gratuiti e sono rivolti a persone che, a vario titolo, si occupano dell’insegnamento dell’italiano L2 (docenti, operatori e operatrici, volontarie/i, mediatori e mediatrici).

È possibile iscriversi a un solo appuntamento o a tutti, per farlo basta cliccare nei link corrispondenti qui sotto e inserire i propri dati.

3 maggio 2022 14.30-17.30

Lo stato attuale delle migrazioni internazionali e le implicazioni per il sistema dei servizi in Italia: panoramica aggiornata sulle sfide dell’inclusione e dell’accoglienza alla luce delle trasformazioni in essere sia sul piano delle migrazioni “spontanee” che delle migrazioni “forzate”.


https://us02web.zoom.us/meeting/register/tZMod-qtqDsoG9YpiSpaiDjxNWInl6gi0vbq

11 maggio 2022 14.30-17.30

Oltre alla L2: l’importanza delle lingue ereditarie e delle scuole ereditarie, ovvero perché il mantenimento della lingua madre è importante e perché va conciliato attivamente con l’insegnamento dell’italiano L2.

https://us02web.zoom.us/meeting/register/tZ0vduCrrD4pGtPFiLNwDVibcg7l72fhK-5a

18 maggio 2022 14.30-17.30

L’insegnamento dell’italiano L2 come maieutica di cittadinanza e di educazione ai diritti nei confronti di soggetti vulnerabili. Un terreno su cui lavorare con maggiore consapevolezza e impegno, per trascendere la cornice della L2 come lingua del lavoro e di “sussistenza burocratica”.

https://us02web.zoom.us/meeting/register/tZIqde2qqjkqHtdFZTDMYC846nne91fWppzk


Introduzione

Dal 1990 al 2020, il numero dei migranti internazionali nel mondo, stando ai dati OIM, è passato da 153 milioni a 280 milioni di persone. Ma la percentuale della popolazione mondiale che migra da un paese all’altro in questi ultimi trent’anni è rimasta sostanzialmente stabile: il 3,5%. Lasciare il Paese in cui si è nati per affrontare le incognite, le fatiche e le sfide che implica la migrazione in un altro Paese è dunque sia un’esperienza costante della contemporaneità, sia un’esperienza stabilmente minoritaria. A differenza della migrazione interna, che coinvolge un numero maggiore e crescente di persone che nell’arco della propria vita si spostano dal luogo in cui sono nati per trasferirsi altrove nel proprio Paese, la migrazione internazionale è un’esperienza liminale, che resta appannaggio di una percentuale minuscola della popolazione mondiale. Non c’è da stupirsi, dunque, che sia da sempre e stabilmente fonte di ansie, pregiudizi, paure e sospetti. Questo è stato l’inquadramento cognitivo prevalente nel trentennio della grande globalizzazione (1990-2020), a maggior ragione lo resterà nell’epoca che si è aperta con gli anni Venti, in cui la prima delle grandi pandemie del nuovo millennio (ma certo non l’ultima), l’inasprirsi delle conseguenze globali e locali del cambiamento climatico, il ritorno delle guerre simmetriche in una cornice di conflitto multipolare vanno a impattare una situazione migratoria già caratterizzata ampiamente, negli ultimi dieci anni, dai connotati delle emergenze umanitarie scatenate dai conflitti che hanno sconvolto le società della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo, il Centroamerica, l’Asia minore. Per quanto complessa e travagliata sia stata la fase espansiva delle migrazioni verso l’Europa e verso l’Italia nel segno della globalizzazione economica, quando i suoi principali motori erano quelli dello sviluppo economico di Paesi emergenti, quella che si apre ora potrebbe essere assai più cruenta e difficile da gestire. La crisi economica e finanziaria mondiale a fine anni duemila ha contribuito a rendere le economie ed i mercati del lavoro dell’Europa meridionale assai meno permeabili alle migrazioni economiche, che difatti hanno visto quasi dappertutto una progressiva e drastica contrazione dei propri effettivi. Nel contempo, politiche dell’immigrazione sempre più restrittive hanno reso impraticabili i pochi percorsi regolari aperti all’immigrazione da paesi a basso reddito, tanto che nei medesimi anni in cui si sono andate intensificando le migrazioni forzate da paesi in guerra vi è stata una certa convergenza tra migrazioni spontanee e forzate. La guerra in Ucraina prelude a un’intensificazione di queste dinamiche e apre a scenari nuovi ancora più complessi, vero banco di prova per la tenuta etica e sociale delle istituzioni democratiche europee. Per questo è più importante che mai riflettere su quanto si è fatto, si fa e ancora si deve fare per non costringere il discorso pubblico e la riflessione politico-programmatica solo e sempre entro i margini della gestione delle emergenze. In questo senso, in Europa comincia a maturare una nuova consapevolezza attorno all’importanza delle cosiddette “lingue ereditarie” in cui si àncora il senso di sé di molte nuove minoranze, retaggio di un’immigrazione che conta ormai diverse generazioni, dove la L1 è spesso l’unica vera lingua ponte su cui può poggiare una solidarietà intergenerazionale sempre meno scontata. Altrettanto cruciale è il modo in cui si sceglierà di orientare l’insegnamento della L2, se mero strumento per le forche caudine della legittimazione dei diritti di residenza del migrante, oppure genuino vettore di appartenenza e di cittadinanza attiva. Perché la L2 è il necessario codice di accesso al linguaggio dei diritti e dei doveri, capace di garantire i soggetti più vulnerabili e di educare i cittadini di domani, in un’ottica che finalmente trascenda la cornice strumentale della competenza di base necessaria ad assicurare la sussistenza lavorativa e burocratica dei migranti nel paese in cui risiedono. Questo lavoro in parte è stato già avviato e poggia su solide fondamenta, in parte rischia di mancare inevitabili scadenze generazionali, che sarebbe saggio non mancare: il tempo per una maieutica della cittadinanza consapevole, infatti, è adesso.


Daniele Brigadoi Cologna 

Sinologo e sociologo delle migrazioni, si è laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca in Civiltà, culture e società dell’Asia Orientale presso l’Università degli Studi di Roma – La Sapienza. Dal 1995 si dedica professionalmente alla ricerca sociale applicata nel campo degli studi migratori. Tra i soci fondatori di Codici ricerca e intervento, vi collabora con attività di ricerca, formazione e consulenza sui temi dell’immigrazione e della diversità culturale. Ha studiato la lingua cinese all’Università degli Studi di Milano e presso l’Università di Hangzhou in Cina. Dal 1994 al 2004 ha operato come mediatore linguistico-culturale per i servizi socio-educativi territoriali milanesi. Dal 2021 è professore associato di lingua cinese presso il Dipartimento di Scienze Umane e dell’Innovazione per il Territorio dell’Università degli studi dell’Insubria a Como, dove insegna dal 2006 nell’ambito del corso di laurea in Scienze della Mediazione Interlinguistica e Interculturale. È co-fondatore e vicedirettore del Centro di Ricerca sulle Minoranze (CERM) dell’ateneo insubrico nonché socio e Research Fellow del Torino World Affairs Institute. È condirettore della rivista OrizzonteCina, per la quale cura la rubrica CinesItaliani, ed è membro del comitato scientifico della rivista Mondo Cinese. Ha pubblicato diversi saggi e articoli sull’immigrazione in Italia e sul modo in cui il crescente pluralismo culturale, etnico, linguistico e religioso sta trasformando la società e la cultura italiane, nonché sulle dinamiche interculturali tra cinesi e non cinesi nella società cinese contemporanea.