Newsletter @Reteducazionelinguistica n. 52

A cura di Paolo E. Balboni, Emeritus Professor of Educational Linguistics, Senior Researcher DSLCC,Ca’ Foscari University in Venice, Director of the Centre for Research in Educational Linguistics, www.unive.it/crdl 

Chief Editor of Educazione Linguistica – Language Education https://edizionicafoscari.unive.it/en/edizioni/riviste/elle/

https://www.unive.it/pag/fileadmin/user_upload/dipartimenti/DSLCC/BLEI_parte_3_2015-2025.pdf

Chi siamo, cosa offriamo

Questa è un’iniziativa del Centro di Ricerca sulla Didattica delle Lingue di Ca’ Foscari (www.unive.it/crdl). Fate girare liberamente questa mail tra i vostri colleghi: per riceverla o per smettere di riceverla basta fare una mail a balboni@unive.it.

Nella newsletter trovate:

1.    Materiali online ad accesso libero per formazione e didattica

2.    Iniziative di formazione ad accesso libero

3.    Materiali non gratuiti   

4.    Iniziative di formazione non gratuite

1 Materiali online ad accesso libero

Riviste e Volumi:

Bollettino ITALS, 2026, n. 113 https://www.itals.it/sites/default/files/pdf-bollettino/aprile2026/

Cattaneo, A. L’approccio orientato all’azione alla Scuola europea di Varese. Studio di caso in una classe plurilingue multilivello.

Torresan, P. Che cos’è un percorso circolare?

Include anche 4 interviste a metodologi internazionali.

Educazione Linguistica – Language Education, EL.LE 1, 2026  http://doi.org/10.30687/ELLE/2280-6792/2026/01  

Alessandrini, S. Genres de discours et alternance codique dans l’enseignement du FLE Pratiques co-enseignées et perspectives inclusives en contexte plurilingue, 70-85.

Balboni, P. E. Ripensare la ‘grammatica di riferimento’ in prospettiva didattica, 5-20.

Corderi Novoa, M.; Dyble, S.; Torresan, P. Le tre vie dello storytelling Paolo Torresan, 42-69.

Scanni, S. Fostering Motivation and Engagement in ESL Writing with Image Generative AI. Introducing the MotivAI Writing Framework, 86-101.

Varriale, S. Designing an AI-Based Chatbot to Support Autonomous Writing in Germanas a Foreign Language, 102-120.

Zummo, M. L. From Training to Practice. Designing CLIL Units in Primary Education Lesson Planning as a Pedagogical Outcome, 21-41.

Longo, F.; Mazzaggio, G. (2026). Assessing scalar implicatures in second language learners: A systematic review. Lingua, 337, 104-163. https://doi.org/10.1016/j.lingua.2026.104163

Petrocelli, E. (2025). Project-Based Modular Designs in English Language Acquisition. Bridging Tasks, Structures, and Classroom Realities. Siena: Edizioni Università per Stranieri di Siena. https://edizioni.unistrasi.it/public/articoli/1917/files/petrocelli_def.pdf

Serragiotto, G. et al. (2026). Verso sillabi per l’insegnamento dell’italiano a bangladesi. Venezia, Edizioni Ca’ Foscari, https://edizionicafoscari.unive.it/it/edizioni4/libri/979-12-5742-022-2/

Strumenti gratuiti per la didattica

Schede di comunicazione tra italiani e altri popoli  www.unive.it/crdl : si tratta di descrizioni problemi comunicativi tra italiani e altri popoli, possono essere usate per lettura, discussione, traduzione e scrittura. Tutti possono intervenire e diventare “collaboratori”; le traduzioni nelle schede bilingui sono fatte quasi sempre da studenti. Sono stati aggiunti in questi mesi:

·         Elmetti Taşkavak, V. La comunicazione tra italiani e turchi (ediz. In italiano e turco). 

         https://flip.edilingua.it/PDF/SCHEDEGR/SCH32.pdf

·         Ingrosso, L.; Pavan, E.; Triki, S. S. La comunicazione tra italiani e algerini (ediz. in italiano, francese, arabo). 

         https://flip.edilingua.it/PDF/SCHEDEGR/SCH30.pdf

·         Rugo, M. La comunicazione tra italiani e croati (ediz. In italiano e croato). 

        https://flip.edilingua.it/PDF/SCHEDEGR/SCH20.pdf

La lista attuale delle schede comparative includeAlbania; Algeria (trilingue); Argentina e Uruguay; Australia; Brasile; Cechia; Cile; Cina; Croazia (bilingue); Egitto; Francofonia europea (bilingue); Germanofonia; Giappone; Gran Bretagna (bilingue); Grecia (bilingue); India; Macedonia del Nord; Messico; Olanda; Perù; Polonia; Romania e Moldavia; Russia; Serbia e Balcani Centrali (bilingue); Slovenia; Spagna (bilingue); Sudan e Nilo meridionale; Turchia.

2 Formazione ad accesso libero

Tutte le lingue

·           Ricordo che è on line in open access un dizionario di glottodidattica, che può servire a tutti https://edizionicafoscari.unive.it/it/edizioni4/libri/978-88-6969-812-5/

·           Sono diventati accessibili gratuitamente i numeri del 2025 di Scuola e Lingue Moderne  in www.anils.it

Italiano L1

·           15 video di formazione in https://italiano.loescher.it/autoformazione-continua-dei-docenti-di-italiano-lingua-materna; materiali sono disponibili anche nella sezione Reti in www.anils.it

Italiano LS e L2

·           un videocorso di formazione per insegnanti di italiano a stranieri e materiali di autoformazione in www.anils.it, sezione Risorse

3 Saggi, riviste e volumi non gratuiti

Beato, M.R.; Pozzato, M.P. (a cura di) (2026). Riflessioni teoriche e verifiche sperimentali attorno all’uso comunicativo del corpo. Roma: Bulzoni.

Giusti, S.; Marchetta, G. (2026). Perdersi e ritrovarsi. Educazione alla lettura e didattica orientativa. Torino: Loescher.

Scuola e Lingue Moderne, SeLM, 1, 2026

Amontagna, M.; Peressini, A. Educazione linguistica democratica e GenAI, 4-11.

Matera, E. Oltre il Quoziente Intellettivo: l’arte di essere intelligenti in nove modi, 12-19.

Benavente Ferrera, S.; Casagrande, K.; Celentin, P. La mediazione nella didattica della poesia plurilingue: un’esperienza inclusiva nella secondaria di secondo grado, 24-33.

Temporale, T. Progettare con PBL e TBL: un modello operativo per l’educazione linguistica in prospettiva lifelong learning, 34-43.

(Azzalini, A. L’importanza dell'”empatia linguistica” nella scuola secondaria di secondo grado: esempi e traiettorie di carriera per studenti verbally gifted, 44-49.

Adami, V.; Fustella, S. “I care for water”: storytelling e scambio virtuale Italia-Australia nella scuola primaria, 50,56.

Iniziative non gratuite di formazione

Italiano L2 e LS

Master Itals di 1° e 2° livello dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Entrambi forniscono crediti e ambiti disciplinari richiesti per la classe di concorso A23 e prevedono la possibilità di accedere gratuitamente ad una sessione d’esame della CEDILS (Certificazione della didattica dell’italiano a stranieri riconosciuta dal Ministero)

·         master ITALS 1 – Didattica e promozione dell’italiano a stranieri:    

·         master ITALS 2 – Progettazione avanzata dell’insegnamento dell’italiano a stranieri: https://www.cafoscarichallengeschool.it/master/progettazione-avanzata-dellinsegnamento-della-lingua-e-cultura-italiane-a-stranieri/ (termine iscrizioni: 03/09/2026)

Ricerca su “insegnamento delle lingue a studenti neurodivergenti”.  Questionario per genitori/tutori: https://forms.gle/1p6JZmqTT6FgMG3C6

@ErasmusinAgenda 📒🖊 Giugno – @ErasmusDays2026

Eccoci con gli appuntamenti in agenda per questo mese: abbiamo tanti temi, occasioni di approfondimento e formazione … e qualche scadenza.

📣🌟L’edizione n° 10 degli #Erasmusdays ha preso il via!
La mappa europea è aperta. Scoprite sul sito come partecipare!

🌳💨 𝟭𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 – Parliamo di ambiente e lotta al cambiamento Climatico con il webinar #Climatefactsmatter, parte della campagna pensata per contrastare le fake news sul clima, a cura dell’Accademia per l’azione climatica dell’UE

💻📲 𝟭𝟴 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 – “Collaborate for Impact”, Collaborare per un impatto positivo: promuovere l’istruzione e le competenze digitali in Europa – l’evento online a cura di European Digital Education Hub

☢🎙 𝟮𝟳 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 – Ascolta in diretta su Radio 24 la storia di Chiara e del suo tirocinio in ingegneria a Leuven, in Belgio

👨👨‍🦳👱‍♀🤹‍♀Appuntamenti Educazione degli Adulti
🔸 Ricordi qual è stato il momento in cui imparare è diventato qualcosa di più profondo di una semplice acquisizione di competenze? Invia la tua storia per EPALE Community Stories! c’è tempo fino al 𝟯𝟬 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼


🔸 Qual è l’impatto di Erasmus+ nell’Educazione degli Adulti? Due esperte dell’Agenzia tedesca BIBB hanno raccontato la ricerca RIA-AE in corso.
Rivedi il newscast di EPALE

e… last but not least, non dimentichiamo ⏳🗓le SCADENZE
🔸 𝟭𝟱 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 – Termine ultimo per candidarsi alla TCA “Music across borders”🎶, per il settore AFAM, Istruzione superiore


🔸 𝟯𝟬 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 – Scadenza candidature per eTwinning Quality Label nazionale

Learning corner UE – HistoriCall: risorse digitali europee gratuite per l’educazione civica

https://art-collection.europarl.europa.eu/wp-content/uploads/2023/11/IT_Pedagogical-kit-full-document.pdf

Art In Democracy

Fascia d’età

  • Dai 15 anni in su

Argomento

Tipo di materiale

Il modulo è suddiviso in diverse parti che forniscono:

  • informazioni specifiche sul modo in cui i sette temi selezionati e le singole opere d’arte dell’esposizione si riferiscono al tema generale della democrazia, con un “angolo dell’insegnante” che offre alcune idee pratiche per le creazioni degli studenti
  • idee per utilizzare le interviste rilasciate da alcuni degli artisti rappresentati in merito alle loro opere nell’esposizione
  • un programma delle lezioni concreto basato su una metodologia che segue i principi democratici e offre una serie di attivitàfacilmente applicabili in classe
  • un elenco di risorse aggiuntive per ulteriori informazioni sull’UE.

Scarica il modulo didattico 

Un esempio di intervista: Ruth Bianco

https://multimedia.europarl.europa.eu/en/video/art-in-democracy-exhibition_EP156088

Visita il sito web

10 fatti sul clima mondiale

Fascia d’età

  • Da 12 a 15 anni
  • Dai 15 anni in su

Argomento

Tipo di materiale

Non c’è tempo da perdere. I cambiamenti climatici stanno già colpendo tutti noi in un modo o nell’altro. Il video illustra 10 fenomeni climatici a livello mondiale e in particolare come l’UE sta cercando di avere un impatto positivo sul clima e di creare opportunità per la vita delle persone e per l’economia.

Guarda il video 

https://audiovisual.ec.europa.eu/corporateplayer/index.html?ref=I-211936&lg=EN&sublg=none&autoplay=true

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Tra Identità e Integrazione: Rolando Pettinari presenta «Oh!lio» presso il Centro di Studi Italiani all’Università del Saarland.

Si è tenuto il 21 maggio 2026, nei locali dell’edificio E1.2 dell’Università del Saarland e in collegamento telematico, l’atteso incontro culturale focalizzato sulla complessa evoluzione della comunità italiana locale, imperniato sulla presentazione dell’ultimo volume di Rolando Pettinari, intitolato «Oh!lio. Diario quasi storico di un’estate in Germania».

L’evento è stato promosso e organizzato dal Centro Studi Italiani (Italienzentrum) dell’Università del Saarland, istituto accademico d’eccellenza posto sotto la direzione scientifica della Cattedra di Filologia Romanza del Prof. Dr. Elton Prifti. A coordinare l’incontro e a introdurre l’illustre ospite è stata la dott.ssa Marzia Vacchelli, che ha voluto proiettare i presenti in un percorso non solo letterario, ma profondamente sociologico, teso a ridefinire il significato profondo dell’essere italiani all’estero oggi.

Rolando Pettinari, figura di spicco e pilastro culturale ben noto nel Saarland, vanta una biografia che incarna appieno lo spirito transnazionale. Nato a Camerino, nelle Marche, si è trasferito a Saarbrücken nel 1978 dopo aver concluso gli studi in filosofia. Fin dai suoi primi anni in terra tedesca, ha compreso la necessità di operare come mediatore culturale, collaborando prima con il celebre programma radiofonico Radio Colonia e come traduttore, per poi dedicarsi all’insegnamento istituzionale della lingua italiana. Dal 1979 ricopre la carica di direttore del COASSCIT (Comitato di Assistenza Scolastica Italiana) del Saarland, associazione cruciale per la promozione linguistica e l’integrazione sul territorio.

Nel corso della sua densa e appassionata relazione, Pettinari ha guidato il pubblico attraverso una lucida ricostruzione storica, divisa in tre momenti chiave. Il punto di partenza è stato l’analisi del clima sociale che si respirava nel Saarland sul finire degli anni ’70. A quell’epoca, sia le istituzioni tedesche sia la stragrande maggioranza degli stessi emigrati italiani condividevano l’illusione che la permanenza all’estero fosse un fenomeno transitorio, destinato a esaurirsi con il rientro in patria al termine dei contratti di lavoro. Addirittura, in regioni confinanti come la Baviera, si teorizzava apertamente il concetto burocratico di “rotazione” della manodopera straniera.

Tuttavia, come evidenziato da Pettinari, vi erano nuclei di intellettuali e realtà sociali che avevano compreso con eccezionale lungimiranza come la storia stesse procedendo in una direzione diametralmente opposta e definitiva. Tra questi spiccavano l’Istituto di Filosofia del Diritto dell’Università del Saarland, guidato dal prof. Alessandro Baratta e dal suo assistente Raffaele De Giorgi, la Missione Cattolica Italiana, diretta dal lungimirante Don Luigi Petris, e una fitta rete di associazioni operanti tra Saarbrücken e Saarlouis, quest’ultima fortemente caratterizzata dalla presenza operaia dello stabilimento Ford.

 

Una rigorosa inchiesta sul campo condotta in quegli anni dalla Missione Cattolica scattò una fotografia inequivocabile: l’emigrazione stava diventando stanziale. Gli indicatori erano macroscopici: il compimento massiccio dei ricongiungimenti familiari, l’avvio della scolarizzazione della seconda generazione e l’acquisto delle prime case di proprietà. Eppure, questa transizione verso la stanzialità portò alla luce una crisi sociale silenziosa ma drammatica, legata all’insuccesso scolastico dei figli dei lavoratori italiani.I dati statistici d’archivio mostrati da Pettinari durante la conferenza hanno destato viva impressione: nell’anno scolastico 1979/1980, mentre la media degli studenti tedeschi che accedevano al Ginnasio si attestava attorno al 20%, la percentuale degli studenti italiani era ferma all’uno virgola otto per cento. Parallelamente, a causa di una “miscela tossica” formata dallo svantaggio socioculturale delle famiglie d’origine e dalle barriere linguistiche nell’apprendimento della lingua tedesca, si registrò un abnorme trasferimento di alunni italiani verso le scuole speciali per ragazzi con difficoltà di apprendimento (Sonderschulen). Nel Saarland, tale quota raggiunse il 7% della popolazione scolastica italiana, un dato allarmante che nel resto della Germania federale assumeva proporzioni persino superiori.

È in questo scenario di emergenza educativa che il COASCIT, in sinergia con la Missione Cattolica e con il sostegno finanziario del Ministero degli Affari Esteri italiano, ha dispiegato la sua azione più profonda. Attraverso l’attivazione capillare di corsi di supporto, doposcuola, aiuto compiti e programmi intensivi di apprendimento della lingua tedesca, l’associazione è riuscita a invertire radicalmente la tendenza, riducendo la percentuale di italiani nelle scuole speciali al 4,8% già a metà degli anni ’80, in netta controtendenza rispetto al dato nazionale tedesco.

 

L’evoluzione della presenza italiana ha imposto, negli anni ’90, un radicale mutamento di paradigma anche nella didattica. Quando il Ministero degli Affari Esteri ha affidato al COASSCIT,e in parte alla MCI, la gestione diretta dei corsi di lingua e cultura italiana, Pettinari e i suoi collaboratori si sono scontrati con un quesito teorico fondamentale: quale tipo di italiano insegnare? Non si trattava più di trasmettere la lingua materna a figli di immigrati in procinto di tornare in Italia, ma di insegnare l’italiano come L2, come strumento di crescita culturale e di riuscita sociale e professionale in Germania. I giovani di seconda generazione, infatti, erano cresciuti e alfabetizzati in Germania e usavano sempre più il tedesco come lingua di comunicazione anche all’interno delle famiglie.

Pettinari ha ricordato che in quegli anni i corsi di lingua e cultura italiana erano frequentati da oltre 1200 ragazzi e si svolgevano nel pomeriggio, senza alcun contatto con la scuola tedesca, con programmi e materiali didattici non più al passo con la necessità di coordinare l’insegnamento dell’italiano con lascuola regolare.

Da questa visione nacque nel 1998 il progetto “ARCOBALENO”, dove l’italiano veniva insegnato direttamente nell’orario scolastico tedesco, con il coinvolgimento anche di alunni tedeschi, secondo il modello dell’immersione linguistica sperimentato in Canada. Oggi il progetto è attivo in sette scuole, con 14 classi e circa 300 alunni coinvolti. 

 

Accanto all’aspetto linguistico emerse però nella seconda metà degli anni ’90 anche una questione identitaria. Molti giovani italiani cresciuti in Germania vivevano un senso di appartenenza incompleto, sospesi tra due culture e spesso influenzati da quella che gli educatori definirono “l’illusione del ritorno”, ereditata dai genitori emigrati. 

Emblematica di questo disagio è la testimonianza di Daisy, una studentessa di 14 anni che nel 1995 scriveva sul “Giornalino”: 

“Certe volte mi chiedo dove devo stare. In Sicilia c’è il mare, il sole, i parenti… Poi penso alla Germania che ci fa stare bene, ci dà lavoro e una vita tranquilla. Qual è la scelta giusta?” — Daisy, 14 anni (dallo storico giornalino del COASSCIT «Germania, terra mia?»)

Questa condizione psicologica è stata accostata dall’autore alla suggestiva definizione sociologica del “rimanere a mezza parete”, mutuata da studi sulla nostalgia degli emigrati in Svizzera: una situazione di stallo in cui l’individuo non riesce ad andare né avanti verso una piena assimilazione né indietro verso le proprie radici, compromettendo talvolta la propria affermazione sociale e culturale. Per rispondere a questa crisi identitaria nacque il progetto “TRACCE”, sviluppato tra il 1997 e il 2020 attraverso laboratori creativi, teatrali, storici e multimediali. Le attività miravano a rafforzare nei ragazzi un senso positivo di appartenenza alla società tedesca senza rinunciare alle proprie radici italiane. I partecipanti lavoravano su temi storici legati alla presenza italiana nel Saarland, dai mercanti medievali agli artisti barocchi fino alle migrazioni del Novecento. 

Secondo l’autore, il percorso doveva contribuire a costruire nei giovani una vera identità biculturale, fondata non sulla nostalgia del ritorno, ma sulla consapevolezza di poter appartenere pienamente sia alla cultura italiana sia a quella tedesca. Si trattava cioè di sviluppare un senso di appartenenza alla nuova realtà, un Heimatgefühl per il Paese di accoglimento.

In aiuto veniva il fatto che la storia del Saarland per il relatore è una storia di immigrazioni, anche italiane, già a partire dal 1600, dopo la “Guerra dei Trent’anni”; un’emigrazione che, a differenza di quella odierna, si era rapidamente integrata ed era salita nella scala sociale, e con la quale ci si poteva identificare più facilmente. Questo permetteva di sviluppare un senso positivo di appartenenza alla nuova realtà e un’identità biculturale fortemente radicata nel Paese di accoglimento.

Uno di questi progetti fornì la struttura narrativa seguita poi nella stesura del libro. E’ il progetto “Sulle tracce degli italiani nella Saar – La storia degli italiani in 7 drammatizzazioni radiofoniche”, realizzato nel 2008, in cui i ragazzi non solo si erano cimentati con la storia degli italiani, ma anche con le tecniche per la creazione di radiodrammi.

Su questa base l’autore iniziò a lavorare al manoscritto, senza portarlo però mai a compimento, ma arricchendolo via via di nuovi contenuti. Solo di recente si è infine deciso a completarne la stesura.

 

“Ohlio” adotta un approccio storico-narrativo e una scrittura semplice ma coinvolgente, rivolta in particolare ai giovani della seconda generazione e ai lettori tedeschi interessati all’Italia, anche se in possesso soltanto di una conoscenza basilare dell’italiano e del tedesco. Il libro è pubblicato in due edizioni, una in lingua tedesca e una in lingua italiana.

Il racconto si sviluppa in forma diaristica e ha la forma di un viaggio che due ragazze, Camilla e Alessia, intraprendono sulle tracce degli italiani nella Saar.
Suddiviso in venti brevi capitoli, il libro ripercorre diversi periodi storici attraverso luoghi e personaggi reali, offrendo uno sguardo sulla storia degli italiani nel Saarland e sul tema dell’identità culturale.

È un libro che si presta a diverse chiavi di lettura: può essere letto come un racconto a sfondo storico, come una guida storico-turistica del Saarland oppure come una galleria di personaggi che hanno animato la storia degli italiani in questa regione.

Dal suo punto di vista, l’autore richiama l’attenzionesull’ispirazione profonda da cui è nato il progetto: la testimonianza di un’esperienza culturale vissuta alla ricerca della propria identità. In questo percorso egli stesso si è messo in gioco in prima persona, condividendo dubbi, fragilità e senso di nostalgia che hanno segnato l’esperienza di molti giovani emigrati, trasformando così il libro non solo in un racconto collettivo, ma anche in una ricerca personale e autentica delle proprie radici.

L’evento si è arricchito nella seconda parte grazie al contributo attivo della platea. Particolarmente stimolante è stato l’intervento di Natalia, una studentessa universitaria spagnola, che sta preparando un Referat proprio partendo dalle ricerche e dal testo di Pettinari. Anche Melissa ha dialogato intensamente con l’autore, sottolineando la straordinaria attualità del testo per le terze generazioni, le quali, pur non avendo vissuto i traumi della prima ondata migratoria, ne ereditano le risonanze emotive e il bisogno profondo di armonizzare le proprie molteplici appartenenze.

In conclusione, l’incontro organizzato dall’Italienzentrum ha dimostrato come l’istituzione accademica possa e debba farsi carico di istanze civili, trasformandosi in uno spazio pubblico di riflessione. Come ha ricordato lo stesso Pettinari nel congedarsi, analizzare e valorizzare la storia dell’emigrazione italiana nel Saarland non è un mero esercizio di nostalgia passatista, bensì un tassello fondamentale per interpretare le dinamiche della società multiculturale europea contemporanea e per difendere, giorno dopo giorno, i valori del pluralismo e della democrazia partecipativa.

È disponibile, su richiesta a marzia.vacchelli@uni-saarland.de la registrazione dell’incontro.


“Italia RADIOsa”, la prima web radio internazionale che unisce scuole e lettorati di italiano nel mondo

Anche l‘Universität des Saarlandes partecipa attivamente al progetto e sarà presente alla prossima diretta del 29 maggio 2026 ore 15:00

https://my.radiolink.app/italiaradiosa/