LA NEWSLETTER DI DOPPIOZERO sabato 10 gennaio 2026 e il percorso di formazione “ADOLESCENTI QUESTI ALIENI” articolato in quattro cicli di incontri

doppiozero

La newsletter di sabato è sempre dedicata a delle novità: inizia infatti la prossima settimana – la prima serata è martedì 13 gennaio alla Biblioteca di Baggio – un progetto che ci vedrà, con i corpi, in quattro biblioteche di Milano da gennaio fino a maggio.

L’adolescenza è sempre stato, per doppiozero, un tema centrale di riflessione: il nostro Speciale adolescenti raccoglie contributi dei nostri autori e collaboratori che, in questi quasi quindici anni, hanno provato a darci strumenti di lettura per accostarci a questa età misteriosa, ricca, difficile (per chi la vive, per chi la affianca).

È all’interno di questa attenzione, e della proficua collaborazione con Fondazione Hapax con cui da tempo riflettiamo per costruire percorsi di formazione, che è nato Adolescenti: questi alieni, un percorso in presenza pensato per offrire strumenti di comprensione e spazi di confronto a chiunque accompagni l’adolescente nel suo viaggio di crescita: genitori, educatori, insegnanti, ma non solo.

Appuntamenti, due al mese per ogni biblioteca, dedicati a temi come rabbia, isolamento, disturbi alimentari e linguaggi giovanili; l’obiettivo è provare a fare chiarezza, sciogliere dubbi, offrire punti di vista complessi.

Il progetto, promosso da Fondazione Hapax e doppiozero, nasce con il contributo di Fondazione di Comunità Milano e di Fondazione Alia Falck, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario di Milano.

A ospitare Adolescenti: questi alieni sono le quattro biblioteche civiche di Lambrate, Calvairate, Baggio e Gallaratese.

Ospiti delle 36 serate saranno scrittori, specialisti, psicoterapeuti e psichiatri:

Jonathan Bazzi, Michela Marzano, Luca Massironi, Ugo Morelli, Elena Ferrante, Margherita Hassan, Marco Rovelli, Laura Pigozzi, Andrea Staid, Alfio Maggiolini, Elena Buday, Carla Weber, Virginia Suigo e Vincenzo Villari.

A moderare i quattro cicli di incontri, uno per ogni biblioteca, quattro psicoterapeute:

Annalisa Di Coste, Melania Villa, Beatrice Vanni e Anna Stefi.

Gli incontri sono infatti pensati come spazi partecipati dove chi si sente confuso, spaesato o inadeguato possa trovare aiuto nell’ascolto, nel confronto e nelle testimonianze condivise. 

Il calendario completo può essere consultato qui.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti e durano un’ora e trenta minuti.

Convegno “Il Lessico Etimologico Italiano (LEI). Progressi e prospettive” 19 – 20 gennaio 2026 – Accademia della Crusca, via di Castello 46, Firenze

https://accademiadellacrusca.it/it/eventi/convegno-emil-lessico-etimologico-italiano-lei-progressi-e-prospettiveem/45244

Presentazione

Sarà possibile assistere all’evento anche dal canale YouTube dell’Accademia:

Agenda

Programma

Lunedì 19 gennaio

15.00-15.10: Saluti istituzionali del presidente Paolo D’Achille e di Elton Prifti e Wolfgang Schweickard, direttori del LEI

Sessione 1: Presiede Rita Librandi

15.10-15.40: Elton Prifti e Wolfgang Schweickard, Novità dal cantiere LEI. Il LEI di oggi e di domani
15.40-16.10: Rosario Coluccia, Cosa il LEI ha dato e cosa continua a dare alla comunità scientifica
16.10-16.30: Pausa caffè
16.30-17.00: Elda Morlicchio, Prime riflessioni sulle voci germaniche con dentale in prima posizione
17.00-17.30: Nicola De Blasi e Francesco Montuori, La lessicografia napoletana e campana al tempo del LEI
17.30-18.00: Discussione

Martedì 20 gennaio

Sessione 2: Presiede Annalisa Nesi

09.30-10.00: Alessandro Parenti, Il LEI e l’EVLI 
10.00-10.30: Francesco Crifò, LEI e Deonomasticon Italicum: continuità e differenze (con aggiornamenti sui deantroponimi)
10.30-11.00: Paolo D’Achille e Andrea Riga, Retroformazioni e onomatopee nel LEI
11.00-11.15: Pausa caffè
11.15-11.45: Elton Prifti, Milza nel LEI e nell’ALMA. Osservazioni etimologiche e metodologiche
11.45-12.15: Wolfgang Schweickard, Le sezioni degli etimi non latini del LEI
12.15-12.45: Discussione e chiusura


Le tracce che lasciamo in rete — Qualche esempio e come ridurle.

https://iamarf.org/2026/01/04/le-tracce-che-lasciamo-in-rete-qualche-esempio-e-come-ridurle/

Un articolo di Andreas Formiconi

Una miniera di informazioni preziose che forse persino Orwell e Huxley non avrebbero potuto immaginare.

Ma possiamo fare qualcosa?

Sì, esistono opzioni diverse, più o meno drastiche.

In ogni caso tutte comportano l’accettazione di un compromesso: maggiore indipendenza (e anche maggiore sicurezza) comportano maggiore scomodità.

Vediamone alcune:

https://iamarf.org/2026/01/04/le-tracce-che-lasciamo-in-rete-qualche-esempio-e-come-ridurle/

Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali: il programma annuale 2026

https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/wp-content/uploads/2025/12/Programma-annuale-2026.pdf

Il Programma annuale 2026 della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali conferma la Scuola come snodo nazionale per formazione, ricerca e innovazione sul patrimonio culturale, con forte focus su MiC, PNRR e trasformazione digitale.

Architettura generale del Programma

Il documento si muove in continuità con il palinsesto 2025, ma rafforza il sostegno alle competenze del personale del Ministero della Cultura e il completamento dei tre investimenti PNRR.

Le attività sono articolate in cinque aree integrate: Formazione, Ricerca, Internazionalizzazione, Digital education and training, Supporto all’innovazione e progetti complessi, a cui si aggiunge il filone Progetti europei.

    Area Formazione: la “scuola” del MiC
    • L’asse principale è la formazione continua del personale MiC, con azioni sistematiche di analisi dei fabbisogni, programmi per dirigenti di I e II fascia e percorsi modulari online per il personale di II area.
    • Accanto alla formazione interna, proseguono corsi executive e iniziative come Digital MAB, Musei e cambiamento climatico, su gestione finanziaria, contratti pubblici, MiC Academy, spesso in modalità blended e con forte taglio laboratoriale.
    Area Ricerca: dati, accessibilità, IA
    • La ricerca si concentra su alcune traiettorie chiave: arte e spazio pubblico (con piattaforma nazionale CLIO-ICCD), accessibilità nei luoghi della cultura, statistiche ufficiali sulla cultura (Minicifre 2026), lavoro e professioni culturali.
    • Spicca la ricerca su IA generativa e professioni culturali, che indaga impatto sulle competenze e fabbisogni formativi, e il filone sulla partecipazione e la gestione condivisa del patrimonio, con focus sugli impatti economico-sociali e sulle reti territoriali.
    Internazionalizzazione e cooperazione
    • Il 2026 vede l’Italia alla presidenza dell’Ancient Civilizations Forum, con un percorso che intreccia diplomazia culturale, scambi tecnici e una “Rome Declaration 2026”.
    • Si consolidano i programmi con l’America Latina (IILA, AICS) e la International School of Cultural Heritage, che fanno della Scuola un attore centrale nella circolazione internazionale di competenze e modelli di gestione del patrimonio.
    Digitale, innovazione, territori
    • Il programma Dicolab. Cultura al digitale è il contenitore trasversale: piattaforma FAD potenziata (chatbot, gamification), produzione multimediale, hub territoriali, visite di studio (Digital Heritage Explorers), borse BRIC e valutazione della formazione per la transizione digitale.
    • L’area innovazione lavora su capacity building per città e borghi (Cantiere Città, Capitale italiana della cultura/libro), gaming e beni culturali, mappatura di buone pratiche (SHARE) e animazione dei 10 hub territoriali come infrastruttura formativa diffusa.