Formazione proposta nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 3, 5, 8.
The eTwinning community is engaged in many activities, from peer exchanges between teachers in eTwinning groups to collaboration between classes in eTwinning projects. Join this webinar series composed of two webinars and an activity to complete in your own time and learn how to create and run a quality eTwinning project.
Webinar dates: 12 and 14 April at 16:00 CEST
Speaker panel:
Irene Pateraki: Pedagogical and Monitoring Manager European Schoolnet / eTwinning
Marijana Pantić: English Language and Literature Teacher, eTwinning National Support Organization Serbia
Don’t forget to join this European Toolkit for Schools webinar on Friday, 1 April at 16 CEST to learn the role social and emotional competences play in the mental well-being of young people and how this can be implemented and assessed across the EU.
Speaker panel:
PhD Carmel Cefai: Founding Director of the Centre for Resilience and Socio Emotional Health and Professor at the Department of Psychology at the University of Malta.
Heike Moyano: PhD student and research associate at the Freie Universität Berlin.
Cosmin Ionut Nada: PhD in Educational Sciences, FCT-funded Research Fellow at the Centre for Research and Intervention in Education at University of Porto.
Marianne Schüpbach: Professor Dr., chair in Primary Education at Freie Universität Berlin, Germany and researcher.
Best Practice proposta nell’ambito del Progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9,
What are the challenges & advantages of teaching in a rural area?🏞️ How can #eTwinning help improve a small school?🏫
The village of Villaputzu is in the south-east of Sardinia, at the foot of the Sarrabus hills, lying on the banks of the Flumendosa river, and not far from the eastern coast of Sardinia. In this little village, whose origins go back to the Phoenician-Punic settlement of Sarcapos, you might wonder about the cultural, historical, and natural richness of the area.
In this picturesque village situated close to the sea and surrounded by hills, we find the ‘Istituto Comprensivo Villaputzu’ primary school. The school is part of a group of schools across six different school buildings accommodating different student levels in the greater area of Sarrabus-Gerrei. There are about 130 pupils, divided into 10 classes. As well as morning classes, the school offers extracurricular activities like chess, volleyball and other sport activities, traditional language (Sardo), theatre, maths games, English courses, and eTwinning/Erasmus+ projects.
The school is connected to the network of ‘Scuole senza zaino’, which means pupils at the school leave most school materials at school, meaning they don’t have to carry their heavy school bags every day.
This innovation promotes collaboration, as students share tables (4/6 pupils) and mini- labs to work in pairs, which is a setting that encourages active educational methodologies.
Alessandra Basso, an eTwinner and a teacher with 31 years of teaching experience shared her experience of living in a rural area and teaching in a small school with us:
Teaching in a rural school is easier because it offers opportunities to connect with families, local agencies, and the municipality. There is a strong sense of community in this village. When we want to organise learning activities outdoors, it is easy to find people to support us. People know each other so we just need to ask to find the human resources we need. As a result, the cooperation with the local community is very strong and covers various sectors.
We organise cultural activities such as exhibitions that promote cultural heritage, as well as environmental activities to promote sustainability. Our school collaborates closely with a vocational school and a local voluntary association in the area, and thanks to this collaboration, we offer activities to our students that deal with gastronomy, agriculture, and forestry.
The area doesn’t offer cultural activities like theatre, cinema, or museums, so our collaboration with the municipality is vital to our school because it helps us access resources that offer more opportunities to our students.
Our pupils understand that they are in a ‘narrow’ world, and that is why they are very passionate about eTwinning and Erasmus projects. They understand that these projects offer a great opportunity to know what lies beyond their town, compare different cultures and traditions, improve language skills, and overcome barriers.
Being an eTwinner has been especially helpful during the lockdowns we experienced because of the pandemic. Three days after the first lockdown, my class was ready to start distance learning. My pupils have already had experience in eTwinning, so they could manage their activities. As an eTwinning Ambassador, I taught other teachers how to effectively apply distance learning in their schools.
eTwinning is sharing and sharing means growing. Every year through our collaboration with the other schools, we learn and improve our school. We use eTwinning to teach school subjects, we promote digital safe education and the code of conduct on social media.
Lo studio è articolato in dieci capitoli, ciascuno dei quali si apre con l’esposizione completa del principio in questione e delle linee guida corrispondenti.
Particolarmente interessante per il nostro progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivo 1 il Principio 8 :
I programmi di mobilità internazionale nell’istruzione superiore dovrebbero essere strutturati e attuati in modo da promuovere la diversità, l’equità e l’inclusione e dovrebbero favorire in particolare la partecipazione degli studenti e del personale provenienti da contesti vulnerabili, svantaggiati o sottorappresentati.
Educare ai CORRETTI STILI DI VITA è una priorità fondamentale dell’Educazione Civica, che ha riflessi tanto sul singolo, quanto sulla collettività.
Gli strumenti educativi gratuiti del percorso Unstoppable di Medtronic contribuiscono al raggiungimento degliSDGs 3 e 10 dell’ONU e possono essere un utile supporto per la tua didattica interdisciplinare.
grazie alla quale potrai strutturare, insieme ai tuoi colleghi e alle tue colleghe,
lezioni coinvolgenti per PROMUOVERE LA TUTELA DELLA SALUTE NELL’AMBITO DELLE MATERIE SCOLASTICHE.
Partendo dai contenuti di Unstoppable potrai proporre un ripasso o approfondire concetti di MATEMATICA, TECNOLOGIA, BIOLOGIA, INGLESE, EDUCAZIONE FISICA E LETTERATURA.
Consulta le risorse gratuite di UNSTOPPABLE: la GUIDA DIDATTICA, il GIOCO SITUAZIONALE multimediale e il PROJECT WORK, per comprendere come avviare, in classe, un dialogo in classe intorno al concetto di benessere, declinato nelle sue numerose implicazioni: dalla condivisione di buone prassi per un corretto stile di vita, all’individuazione di sane abitudini alimentari, all’importanza dello sport fino alla riflessione sulle patologie che sono ancora oggi oggetto di stigma e pregiudizi, come il diabete.
Formazione proposta nell’ambito del progetto „Mediazione per l’accoglienza“ Consorzio Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA121-SCH-000012059: Obiettivi 1, 3, 4, 5, 9.
Dare credito e fidarsi delle fonti. Questa è la sfida a cui ogni cittadino è chiamato nel momento in cui fruisce e produce informazioni nel web 2.0. Tale esperienza avviene in un contesto segnato dal sovraccarico informativo, o diluvio informativo, ossia un contesto segnato da un’enorme quantità di contenuti prodotti e scambiati. In un minuto del 2021, ad esempio, avvengono 4,2 milioni di ricerche su Google, 694 mila video sono visti su TikTok.
In questo scenario, la competenza più importante da possedere non è saper cercare e trovare le informazioni, ma saperle selezionare. È l’esperienza con cui studenti e insegnanti si confrontano ogni giorno. I motori di ricerca, ad esempio, propongono dei risultati in un dato ordine, ma è sufficiente? Ovviamente no, il problema è dunque ragionare sui criteri di selezione.
Imparando a distinguere le fonti attendibili da quelle meno affidabili è possibile difendersi anche dalle cosiddette fake news. Il termine in inglese sta per “notizie false” e “bufale”, ed è la locuzione che per la Treccani è “entrata in uso nel primo decennio del XXI secolo per designare un’informazione in parte o del tutto non corrispondente al vero, divulgata intenzionalmente o inintenzionalmente attraverso il Web, i media o le tecnologie digitali di comunicazione, e caratterizzata da un’apparente plausibilità, quest’ultima alimentata da un sistema distorto di aspettative dell’opinione pubblica e da un’amplificazione dei pregiudizi che ne sono alla base, ciò che ne agevola la condivisione e la diffusione pur in assenza di una verifica delle fonti”.
L’ecosistema della disinformazione, spesso associato al disordine informativo del social web, si può dividere tra misinformazione, che è la condivisione involontaria di informazioni false, la disinformazione, che è la deliberata creazione e condivisione di informazioni note per essere false, e mala informazione, che comprende invece notizie vere condivise in maniera illecita per danneggiare qualcuno e qualcosa.
Molti degli eventi più significativi degli ultimi anni sono stati analizzati anche chiedendosi se ci fosse stata un’influenza delle fake news. Un esempio su tutti: in occasione della pandemia Covid 19, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha evocato il pericolo di una infodemia, la diffusione incontrollata di notizie non verificate, fuorvianti e false, e ha cercato di chiarire che occorre fidarsi solo dell’informazione istituzionale. Però non ha potuto evitare alcuni effetti di massa e nemmeno controllare adeguatamente la narrazione (sia istituzionale sia mediatica), a tal punto che il Ministero della Salute italiano ha dovuto smentire, sulla propria pagina istituzionale, che il virus si sconfigga facendo gargarismi con la candeggina. Insomma, la pubblicazione e diffusione di notizie false è sempre più un fenomeno dilagante, capace di danneggiare gravemente privati e aziende, influenzare l’opinione pubblica su temi importanti come la salute e la sicurezza, condizionare la politica, distruggere la reputazione di figure pubbliche e non solo.
Ma quali sono le caratteristiche delle notizie false?
Le fake news fanno quasi sempre leva sulle emozioni, sulle nostre paure o sui nostri pregiudizi (curiosità, razzismo, insicurezza etc.), toccano temi di un certo interesse e legati all’attualità (salute, politica, celebrità, immigrazione etc.), usano toni drammatici o sensazionali, descrivono eventi straordinari etc.
Perché la diffusione di notizie false è un fenomeno così dilagante oggi?
Come mostrano molte ricerche nel settore, buona parte delle persone oggi si informa attraverso i social network. Talvolta, sono proprio questi ultimi, al di là delle competenze digitali di ciascuno di noi, a favorire la diffusione delle notizie false. Ciò è legato al fatto che attraverso i social media tendiamo a seguire pagine, profili e amici che sentiamo più simili a noi. Tale fenomeno, conosciuto come “omofilia delle reti” finisce però col creare intorno a noi una vera e propria “bolla filtrata” (definita dallo studioso Pariser filter bubble) in cui ogni contenuto virtuale a cui accediamo è, per l’appunto, filtrato a partire unicamente dai nostri comportamenti in rete ed è finalizzato a confermare, rafforzare, i nostri punti di vista o a rispondere ai nostri interessi.
Si genera così un vero e proprio effetto “camera dell’eco” a causa del quale le nostre opinioni vengono quotidianamente rafforzate dalla ripetizione e frequenza con cui entriamo in contatto con contenuti e informazioni che confermano i nostri punti di vista.
Proprio per questo i social network sono stati spesso accusati di isolarci e di intensificare le contrapposizioni ideologiche già presenti nella società il cui rischio principale è quello della radicalizzazione.
Quando quindi ci imbatteremo in una notizia falsa, pur di vedere confermati i nostri punti di vista, rinchiusi nella nostra “bolla filtrata” e a seguito dell’effetto “camera dell’eco” saremmo portati maggiormente a crederci e a condividerla.
Allora non fermiamoci ai primi risultati di ricerca, proviamo a navigare in anonimo, proviamo a seguire qualcuno che non ha le nostre opinioni ma che rispettiamo. E perché dovremmo farlo? La risposta è molto semplice. Per arricchirci, moltiplicare il nostro sguardo sul mondo e provare a squarciare la nostra piccola e rassicurante bolla virtuale.
In sintesi, come possiamo imparare a difenderci dalle fake news?
In questo Decalogo vi suggeriamo alcuni consigli utili per non cadere nella rete delle bufale. Buona lettura!