Preparare gli studenti europei a un mondo incerto: online il nuovo rapporto Eurydice

Dall’infanzia alla primaria, i sistemi educativi europei rafforzano competenze di resilienza, sicurezza e cooperazione per affrontare un mondo sempre più complesso

di Erica Cimò

I disastri climatici, gli attacchi informatici, le pandemie e l’instabilità geopolitica non costituiscono più rischi remoti: sono sempre più parte della realtà quotidiana dell’Europa. L’istruzione svolge un ruolo cruciale nel supportare i bambini a comprendere tali rischi e a rispondere con fiducia, solidarietà e resilienza.

È stato pubblicato il nuovo rapporto di Eurydice “Preparedness education in Europe – 2025”, che prende in esame come l’educazione alla preparazione alle emergenze sia integrata nell’educazione della prima infanzia e nell’istruzione primaria nei sistemi educativi europei. Basandosi sui dati dell’anno scolastico 2025-2026, il testo analizza come i sistemi educativi supportino i bambini nello sviluppo di competenze essenziali per la preparazione: dalla consapevolezza del rischio alla cooperazione efficace in situazioni di emergenza.

I risultati dimostrano che la preparazione alle emergenze viene sempre più considerata una dimensione chiave dell’istruzione. In tutta Europa, approcci curricolari innovativi e piani di resilienza a livello di istituto stanno supportando le scuole ad anticipare, attutire e rispondere ad eventi imprevisti, promuovendo la crescita di una nuova generazione informata, competente e pronta all’azione.

Questo lavoro si inserisce nel contesto politico dell’Unione europea. A marzo 2025, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza di rafforzare la preparazione dell’Europa alle crisi e alla sicurezza come responsabilità condivisa a livello europeo. Questo slancio politico è stato rafforzato dal lancio della Strategia dell’UE per un’Unione della preparazione, che evidenzia il ruolo dell’istruzione come leva fondamentale per la preparazione della popolazione, in linea con gli obiettivi dell’Unione delle competenze.

Principali risultati

  • Progressione nei curricoli: i riferimenti alla preparazione alle emergenze passano da circa la metà dei Paesi a livello di educazione della prima infanzia a quasi tre quarti a livello di istruzione primaria. Anche nei sistemi dove non è esplicitamente inclusa nei curricoli, le autorità nazionali mettono generalmente a disposizione degli insegnanti risorse e strumenti dedicati.
  • Focus differenziato per livello di istruzione: nell’educazione della prima infanzia, l’attenzione è rivolta al riconoscimento del pericolo, alla comprensione di semplici regole di sicurezza e alla protezione di sé attraverso routine quotidiane e attività ludiche. Nell’istruzione primaria, tali basi si sviluppano in competenze più pratiche e orientate all’azione, con una maggiore autonomia nella risposta alle emergenze.
  • Centralità delle competenze di protezione della vita: la maggior parte dei Paesi sottolinea abilità legate al riconoscimento delle diverse tipologie di rischio, all’adozione di comportamenti protettivi e allo sviluppo della resilienza in situazioni imprevedibili.
  • Formazione degli insegnanti disomogenea: nella maggior parte dei sistemi educativi europei, la preparazione alle emergenze non costituisce un requisito formale nella formazione iniziale degli insegnanti. Dove prevista, la formazione riguarda soprattutto le politiche di sicurezza nazionali e la risposta pratica alle emergenze.
  • Crescente attenzione politica: un numero crescente di Paesi integra l’educazione alla preparazione nei piani nazionali di resilienza, si allinea ai quadri di riferimento dell’UE e ricorre al sostegno finanziario e tecnico europeo.
  • Sviluppi futuri: circa metà dei sistemi educativi prevede di rafforzare ulteriormente l’educazione alla preparazione a livello nazionale, spesso attraverso un approccio scolastico integrato che coinvolga dirigenza, personale e studenti.

Consulta il rapporto “Preparedness education in Europe – 2025” >>

Progetto «Atlante Architettura Contemporanea» della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

https://atlantearchitetturacontemporanea.cultura.gov.it/category/caccia-al-tesoro/

L’Italia possiede il più cospicuo patrimonio di beni culturali del mondo, del quale fanno parte, tra l’altro, più di 3.400 musei, 2.000 aree archeologiche e ben 54 siti che sono classificati dall’Unesco come “patrimonio dell’umanità”.

In Italia esistono musei di ogni genere progettati non solo per esporre opere d’arte o reperti archeologici, ma anche prodotti dell’industria o della ricerca tecnologica, per narrare le storie della scienza, delle città o dei territori.

Continua quindi il viaggio per immagini tra le architetture più recenti del nostro ricco patrimonio, grazie al progetto

Atlante Architettura Contemporanea

della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Attraverso lo sguardo dei fotografi che hanno saputo valorizzare i contenuti del «Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi», è possibile scoprire itinerari tematici originali che raccolgono, su tutto il territorio nazionale, edifici più o meno noti.

Il viaggio prosegue con «Caccia al tesoro». Un itinerario alla scoperta di musei, biblioteche, spazi archeologici e spazi espositivi che, anche nei luoghi più inattesi, uniscono il valore dei contenuti alla qualità architettonica degli edifici e degli allestimenti, raccontando storie di arte, scienza, industria e territorio.

Fotografie © Marco Introini, Alessandro Lanzetta, Emanuele Piccardo (didascalie nelle immagini)

Vortragsreihe: L’italiano in Germania – Primo incontro online martedì 3 marzo 2026, ore 17:30

https://tu-dresden.de/gsw/slk/die-fakultaet/einrichtungen/zentrum-f-italienstudien/news/index/vortragsreihe-l2019italiano-in-germania-1

Locandina

Il Centro di Studi Italiani della Technische Universität Dresden organizza dal 3 al 24 marzo 2026 una serie di conferenze digitali sul tema L’italiano in Germania.

Il ciclo avrà inizio con la conferenza Come si può descrivere la Germania italiana oggi del Prof. Dr. Thomas Krefeld (Università Ludwig Maximilian di Monaco) il 3 marzo alle ore 17:30.

È possibile iscriversi inviando un’e-mail all’indirizzo anmeldung_zi@tu-dresden.de.

Per ulteriori informazioni, consultare il volantino allegato o il sito web dello ZI della TU Dresden: 

https://tu-dresden.de/gsw/slk/die-fakultaet/einrichtungen/zentrum-f-italienstudien/news/index/vortragsreihe-l2019italiano-in-germania-1.

Martedì 3 marzo 2026 ore 15:00: prima diretta di ITALIA RADIOsa, la web radio internazionale promossa dal MAECI

https://my.radiolink.app/italiaradiosa/ è il link per ascoltare la diretta del 3 marzo 2026 dagli studi della scuola capofila Liceo F.De Sanctis di Salerno.

Unica università tedesca rappresentata il 3 marzo è l’Universität des Saarlandes. La lettrice MAECI Marzia Vacchelli descrive le maggiori sfide che si incontrano nell’insegnamento della lingua e della cultura italiana in un contesto accademico tedesco e invita i due studenti Marco Scognamiglio e Anna Tischer a presentare la loro esperienza di apprendimento, il progetto LEI, il Centro di Studi Italiani, la rivista studentesca “Polifonia Italiana”.

La web radio ITALIA RADIOsa è uno spazio dinamico e interattivo, in cui studenti e docenti collaborano alla creazione di contenuti su tematiche quali letteratura, musica, arte, cinema, storia e cucina, esplorando il mondo del giornalismo e della produzione audio e contribuendo alla diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. I partecipanti hanno dunque l’opportunità di affinare le loro capacità creative e comunicative e acquisire importanti competenze interpersonali e relazionali.

Erasmus+ e partecipazione democratica: alcune risorse a sostegno dell’impegno civico nei progetti

12/02/2026 

A cura di Elena Maddalena

La priorità “Partecipazione alla vita democratica, Valori europei e impegno civico” nei progetti Erasmus+ si lega alla consapevolezza civica, il senso di appartenenza ai valori dell’UE e l’identità europea dei cittadini. Rappresenta un tema centrale per affrontare alcune delle sfide chiave del futuro dell’Europa, in un momento storico di basso interesse delle persone nei confronti della politica e delle istituzioni, come dimostrano la crescente astensione alle consultazioni elettorali e la ridotta partecipazione ad altre forme di coinvolgimento civico tradizionale.

In questo contesto, diventa fondamentale promuovere percorsi educativi e partecipativi nei progetti di cooperazione Erasmus+ Azione Chiave 2, al fine di rafforzare il senso critico, la fiducia nelle istituzioni democratiche e la capacità dei cittadini, in particolare dei giovani, di incidere attivamente nei processi decisionali. 
Incentivare la partecipazione significa non solo contrastare l’apatia e la disaffezione, ma anche far conoscere e favorire le nuove forme di partecipazione democratica disponibili, come le iniziative dei cittadini europei, le piattaforme di e-democracy e gli agorà digitali, in modo da sostenere una cittadinanza attiva e consapevole.

La Partecipazione attiva può e deve essere promossa anche attraverso i progetti di Azione chiave 1 per lo studio e il lavoro all’estero – Mobilità individuale ai fini dell’apprendimento. Sono progetti importanti perché rendono i cittadini partecipi nella creazione del proprio contesto urbano, e sociale. Questo permette di ottenere soluzioni più inclusive, sostenibili e condivise.

II dati ufficiali, a cinque anni dall’avvio del Programma, segnalano che in Italia la priorità Partecipazione alla vita democratica resta la meno frequente nelle candidature per i progetti di cooperazione Erasmus+ Azione Chiave 2,indipendentemente dagli ambiti educativi. Nel complesso e in media tra i quattro settori educativi (vedi sotto) questa priorità è stata scelta come tematica principale solo in 11 casi su 100.

Ma perché lavorare su questi temi a scuola, all’università, nei centri di formazione professionale e in tutti gli altri i contesti educativi, formali e non formali, può essere interessante e utile nell’ambito di un progetto Erasmus+? Quali possono essere i vantaggi?

Una risposta arriva dall’ultimo video realizzato da SALTO Participation and Information, il centro risorse europeo della rete SALTO-YOUTH che supporta Eramus+ e il Corpo europeo di Solidarietà, al fine di promuovere la partecipazione democratica, l’impegno civico, l’alfabetizzazione mediatica e la cittadinanza attiva tra i giovani in Europa. Il centro coordina anche la Rete europea dei Participation officer Erasmus+ ed ECS, un network nato nel 2024 e composto dallo staff di 35 Agenzie nazionali Erasmus+ presenti in 23 paesi europei. 

Participation officer sono figure presenti in tutte le Agenzie Erasmus allo scopo di implementare le strategie europee sul tema, organizzare eventi che promuovono le priorità, raccogliere  e condividere buone pratiche di progetti, e diffondere le risorse e le iniziative Erasmus+ disponibili sulla priorità.

SALTO Participation and Information e la rete degli officer

L’idea alla base della Rete Participation network è promuovere in modo concreto e strutturato contenuti legati alla democrazia, l’impegno civico e i valori europei nei progetti Erasmus+ e Youth; a sostegno di proposte progettuali con una dimensione formativa che aiuti a comprendere perché la partecipazione attiva e democratica non sia solo un valore, ma una componente vitale per le comunità. 

I Participation contact point della rete europea – foto di SALTO Participation and Information

In Italia nelle Agenzie Erasmus+ INDIRE (scuola, università ed educazione degli adulti) e INAPP (formazione professionale) sono state designate Participation’s contact point:

Le risorse del progetto LTA PEACE+ a supporto delle candidature Azione Chiave 1 e 2

In questo sito sono disponibili inoltre alcune risorse specifiche sulla priorità, che possono inspirare le nuove candidature e al contempo offrire materiali da utilizzare per le finalità educativo/formative durante le attività dei nuovi progetti.

È il caso delle risorse online sviluppate nell’ambito della Long Term ActivityPEACE+, un progetto che vede coinvolte oltre 20 Agenzie nazionali Erasmus+ fino al 2027. Coordinato da INDIRE e con l’Agenzia INAPP tra i partner, PEACE+ mira a rafforzare le sinergie tra i network di Alumni, Ambasciatori Erasmus+. 

Gli obiettivi sono promuovere la comprensione dei valori europei, far conoscere i vantaggi dell’appartenenza all’UE e stimolare un maggiore impegno civico e partecipazione democratica tra i giovani. Il progetto prevede lo sviluppo di moduli formativi, attività di comunicazione e divulgazione, nonché iniziative di ricerca scientifica sui temi dell’impegno civico. Tra le risorse già disponibili online si segnalano:

Verso le scadenze Azione Chiave 1 e 2 

L’invito si rivolge quindi a tutte le organizzazioni interessate a considerare questa tematica nelle candidature Azione Chiave 1 e 2 in vista delle prossime scadenze, contribuendo così allo sviluppo di progetti che non solo possono mobilitare giovani e adulti, ma anche metterli in relazione in modo consapevole e proattivo con il contesto civico e democratico europeo.

di Elena Maddalena, Erasmus+ INDIRE e Franca Fiacco, Erasmus+ INAPP