Libro Parlato presenta il suo assistente vocale – Centro Internazionale del Libro Parlato

Cos’è un assistente vocale?
L’assistente vocale è un’applicazione che, installata su uno smart speaker o su uno smartphone, interagisce con noi attraverso la voce. Con esso è possibile dare dei comandi direttamente con la nostra voce, senza alcun bisogno di toccare il dispositivo. Lo stesso dispositivo darà dei feedback audio, senza quindi la necessità di uno schermo.

Gli assistenti vocali utilizzano un linguaggio sempre più naturale per rispondere alle domande, trovare informazioni, lanciare applicazioni e connettere con vari servizi web.

Per attivarli è sufficiente pronunciare un comando specifico (ad esempio “Alexa” oppure “Ehi Google”) e poi fare la propria richiesta. L’assistente, collegato ad una rete internet, fornirà vocalmente la migliore risposta (ad esempio darà le previsioni meteo della giornata) o compirà un’azione (come ad esempio accendere le luci di casa se queste sono compatibili).

Quali sono i principali assistenti vocali al momento?
Questa tecnologia è sempre più richiesta ed utilizzata, proprio per questo alcune delle principali società del campo dell’informatica e commercio (Google, Amazon, Microsoft, Apple) hanno sviluppato i propri assistenti vocali (Google Assistant, Alexa, Cortana, Siri).

Il costo di un assistente vocale varia a seconda della marca e del modello, dai 40/50 Euro per gli smart speaker più semplici, a sopra i 100 Euro per quelli più sofisticati.

Oltre al dispositivo, sarà necessario anche avere una connessione Internet alla quale collegarlo tramite WiFi.

Ricordiamo inoltre che tutti gli smartphone/tablet più recenti hanno un assistente vocale integrato, come “Google Assistant” sui dispositivi Android.

Perché il CILP ha sviluppato la skill “Libro Parlato” per prenotare e ascoltare gli audiolibri?
Proprio perché gli assistenti vocali stanno diventando sempre più di uso comune, facili ed intuitivi da utilizzare, abbiamo deciso di sfruttare questa tecnologia per dare agli utenti un ulteriore strumento per semplificare la prenotazione e l’ascolto dei nostri audiolibri.
— Leggi su www.libroparlato.org/assistente-vocale/

La battaglia di Giulio per rendere le scienze accessibili alle persone con disabilità visive – Festival dei Diritti Umani

La battaglia di Giulio per rendere le scienze accessibili alle persone con disabilità visive

di Elisa Gianni

 

Giulio Berretta, 30enne, è un insegnante di chimica e fisica ipovedente. Lavora nelle scuole superiori della sua provincia, Terni, dove tiene lezioni in classe e nei laboratori. Conduce esperimenti, maneggia acidi e reagenti, ma soprattutto è capace di inventarsi strumenti come i Voice Instruments, dispositivi in grado di vocalizzare segnali e misure, fondamentali per le persone con disabilità visiva che vogliono studiare e lavorare in campo scientifico.

Da tre anni Giulio Berretta conduce pure una battaglia legale per vedersi riconosciuto il diritto a svolgere il proprio lavoro in maniera autonoma.

Nel 2016, un istituto per cui lavorava gli chiese di dotarsi di un tutor, un assistente – peraltro a proprie spese – per continuare a svolgere il laboratorio con gli studenti. Giulio ha detto no, forte della sua esperienza di docente, e del giudizi della ASL e della Commissione del Lavoro che hanno dichiarato Giulio idoneo all’insegnamento.

 La storia e le invenzioni di Giulio Berretta segnano un passo importante nella battaglia per il diritto allo studio delle persone con disabilità.

Non sono poche infatti le barriere all’apprendimento per i ragazzi e le ragazze con disabilità sensoriali visive (3677, nel 2017), specie per quanto riguarda le materie scientifiche. Gli ausili disponibili sul mercato (come i testi in Braille o il cubaritmo) non sono in grado di coprire tutte le discipline e per gli studenti e le studentesse ciech* o ipovedenti fare, ad esempio, degli esperimenti in laboratorio in piena autonomia è spesso impossibile. Secondo i dati 2013 dell’Istat, a fronte di 326mila persone con disabilità sensoriale visiva nel nostro Paese, solo il 4,4% aveva conseguito una laurea, e l’83,9% aveva interrotto gli studi dopo la licenza media. Nel report sull’inclusione scolastica nell’anno scolastico 2018/2019, l’ISTAT solo il 2% delle scuole dispone di tutti gli ausili senso-percettivi utili a muoversi autonomamente, come segnali acustici per non vedenti, segnalazioni visive per sordi e non udenti, mappe a rilievo e percorsi tattili.
— Leggi su festivaldirittiumani.it/la-battaglia-di-giulio-per-rendere-le-scienze-accessibili-alle-persone-con-disabilita-visive/

La disabilità e l’Università: tanti lavori in corso per migliorare sempre più | Superando.it

Sono stati circa 17.000 gli studenti e le studentesse con disabilità e DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) iscritti all’ultimo Anno Accademico e anche di più i laureati di questi anni. Tuttavia permane su di loro una grave carenza di dati e informazioni statistiche attendibili ed proprio questo l’elemento all’origine dell’ampio progetto recentemente avviato dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) e dalla CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità), a fianco dell’ISTAT e del Ministero dell’Università e della Ricerca, che verrà pubblicamente presentato il 25 giugno prossimo, e che costituisce uno dei principali temi di questa nostra intervista.
Ma con Marisa Rosalba Pavone, docente di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università di Torino e presidente della citata CNUDD, abbiamo parlato anche d’altro e in particolare di digitalizzazione dei libri di testo universitari, oltreché, naturalmente, di quali esigenze di rinnovamento siano sorte per la didattica universitaria, dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus.
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