La sostenibilità continua ad affermarsi sempre di più come tema centrale in diversi ambiti, incluso quello giornalistico. Un numero crescente di professionisti sta scegliendo di dedicarsi e specializzarsi in questioni ambientali, trasformando articoli e reportage in potenti strumenti di sensibilizzazione.
Dai problemi legati al cambiamento climatico alla sostenibilità digitale, passando per le questioni sociali, questi giornalisti hanno la missione di informare e impegnarsi attivamente per i loro lettori, stimolando un cambiamento positivo e mostrando come il giornalismo possa giocare un ruolo fondamentale nella transizione verso un futuro più sostenibile.
Dopo l’edizione sui giornalisti della sostenibilità 2024, vediamo anche nel 2025 chi rientra tra i giornalisti italiani che hanno scelto di dedicare le loro abilità e la loro passione alla promozione della sostenibilità.
(articolo in aggiornamento…)
Che competenze deve avere un giornalista ambientale?
Oltre alle competenze fondamentali del giornalismo tradizionale, come l’accuratezza, la ricerca e la narrazione coinvolgente, per emergere nel campo del giornalismo ambientale, non basta essere ben informati sui temi ecologici o avere una passione per la natura. Le competenze richieste sono diverse e specifiche, a cominciare da una solida formazione in scienze ambientali o discipline correlate. Questo background permette al giornalista di comprendere a pieno le questioni tecniche e scientifiche che stanno alla base delle notizie.
Inoltre, è essenziale possedere un’acuta capacità di ricerca e analisi. I giornalisti ambientali devono essere capaci di scrutare oltre la superficie delle notizie, identificando le radici profonde dei problemi e le loro possibili soluzioni.Questo spesso comporta il compito di decifrare studi complessi e report di ricerca, trasformandoli in informazioni accessibili e interessanti per il pubblico generale.
Con la crescente importanza della sostenibilità nel panorama globale, il giornalismo ambientale si è trasformato in una leva fondamentale per incoraggiare cambiamenti positivi e guidare la società verso un futuro più verde e responsabile.
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Join this #eTwinning webinar on 17 June, 16.00 CEST to explore how digital tools can support students' digital literacy & safe online behaviour through eTwinning projects.
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La candidatura al Certificato di Qualità nazionaleeTwinning deve essere presentata quest’anno entro il 30 giugno 2025 (ore 23:59 CEST). Tutti i docenti che otterranno il Quality Label Nazionale concorreranno automaticamente ai Premi nazionali eTwinning per l’anno scolastico appena concluso, senza dover presentare alcuna candidatura ad hoc.
Il Certificato di Qualità nazionale è un riconoscimento ufficiale che attesta l’eccellenza di un progetto didattico realizzato sulla piattaforma eTwinning, sulla base di cinque Criteri di Qualità condivisi a livello europeo:
Collaborazione tra scuole partner
Uso efficace delle TIC
Approcci pedagogici innovativi
Integrazione nel curricolo
Risultati visibili e ben documentati
Modalità di candidatura
La candidatura può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno scolastico da parte del docente fondatore o partner del progetto, tramite la piattaforma eTwinning.
Tuttavia, solo le candidature presentate entro il 30 giugno 2025 verranno considerate per la partecipazione ai Premi nazionali eTwinning 2025. Le candidature inoltrate successivamente saranno comunque valutate, ma non potranno essere prese in considerazione per l’edizione dei Premi relativa all’anno scolastico 2024/2025.
Gli esiti delle valutazioni dei Certificati di Qualità saranno comunicati indicativamente entro il mese di ottobre.
Per maggiori informazioni sui Criteri di Qualità eTwinning e su come candidarsi, è possibile consultare la sezione Riconoscimentidel sito eTwinning.
“La scuola come laboratorio. Pedagogie al femminile” è la mostra multimediale immersiva ospitata al Museo del ’900 M9 di Mestre, nella sala multimediale M9 Orizzonti, dal 22 maggio fino all’8 settembre 2025.
Promossa da INDIRE in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Istituto (1925–2025), la mostra prosegue il suo percorso itinerante approdando negli spazi di M9 (dopo una piccola anteprima alla manifestazione Didacta Italia a Firenze) ed è stata inaugurata a Mestre con un incontro il 22 maggio.
Attraverso un allestimento immersivo e una narrazione attivistica, la mostra intende sottolineare il ruolo della scuola non solo come luogo di alfabetizzazione, ma anche come istituzione sociale capace di rappresentare la vita attuale. L’educazione viene proposta come autentico laboratorio di emancipazione individuale e collettiva, uno spazio dinamico per nuove esperienze e crescita personale.
La mostra vuole essere un omaggio a INDIRE e alla sua storia, focalizzandosi, al contempo, sul tema specifico del determinante contributo femminile, documentato anche dal fondatore di INDIRE, Giuseppe Lombardo Radice.
Il racconto multimediale rende omaggio alle protagoniste femminili che hanno profondamente segnato la storia della pedagogia italiana: dalle maestre attive nei contesti più remoti del Paese, alle pioniere dell’educazione come
GiuseppinaPizzigoni,
le sorelle Rosa e CarolinaAgazzi,
MariaMontessori,
AliceHallgarten Franchetti,
MariaMaltoni,
GisellaGalassi Ricci,
MargheritaZoebeli e
IdanaPescioli.
La narrazione visuale si muove tra queste avventure biografiche e professionali, in cui il femminile si confronta con realtà complesse legate sia alle differenze linguistiche, culturali e sociali caratterizzanti la nazione unitaria degli esordi tra Otto e Novecento, sia alle esigenze poste nel passaggio tra regime autoritario fascista e democrazia, sia a fronte della novella società dei consumi e dei media, in una prospettiva nazionale e internazionale. Un ulteriore focus è dedicato al ruolo degli archivi – fisici e digitali – quali strumenti fondamentali per la conservazione della memoria e per la costruzione della scuola del futuro.
A conclusione della mostra, l’8 settembre alle ore 16, si terrà la tavola rotonda di finissage“Pedagogie al femminile: dialogo tra le istituzioni culturali”, che vedrà riuniti tutti i partner coinvolti nella produzione della mostra per un confronto sul valore educativo del patrimonio e il suo impiego nella didattica scolastica.
“Con questa mostra celebriamo il Centenario dell’Istituto, che è il più antico istituto di ricerca del Ministero dell’Istruzione, ma anche il ruolo cruciale che la scuola ha avuto, e continua ad avere, nella crescita culturale e civile del nostro Paese – ha evidenziato il Presidente INDIRE Francesco Manfredi -. ‘La scuola come laboratorio. Pedagogie al femminile’ è un omaggio alle tante donne che, lontano dai riflettori, hanno contribuito ad innovare l’educazione e a promuovere una visione inclusiva e partecipativa della conoscenza. Infine – ha concluso il Presidente Manfredi – su impulso del Ministro Valditara, abbiamo avviato un progetto concreto per promuovere la parità di genere e contrastare ogni forma di prevaricazione. La scuola deve essere un luogo di crescita, consapevolezza e rispetto: per questo coinvolgeremo il personale scolastico e gli studenti in un percorso di responsabilità e partecipazione attiva. INDIRE, oggi come ieri, si impegna a custodire questi valori e a proiettarli nel futuro, affinché la scuola rimanga un motore di cambiamento, apertura e democrazia”.
“Siamo felici di poter rinnovare la collaborazione di lungo corso con INDIRE, un partner strategico di M9 ormai da un decennio. La mostra immersiva che si inaugura oggi, dedicata ai molti, significativi e profondi contributi che le donne hanno garantito all’impresa nazionale di educare e alfabetizzare una popolazione in larghissima parte semi-analfabeta all’indomani dell’Unità, permette al Museo di rilanciare la sua primaria attività di formazione degli studenti, i cittadini di domani”, ha dichiarato Serena Bertolucci, Direttrice di M9 – Museo del ’900. “Come le grandi donne del secolo scorso, protagoniste della mostra, hanno dedicato la loro vita al miglioramento delle condizioni di vita dei ragazzi di ieri, oggi M9 è sempre più impegnato ad aiutare le istituzioni scolastiche nella trasmissione di conoscenze storiche che non sempre trovano posto nei manuali di scuola. Grazie a questa mostra, e grazie alla partnership con INDIRE, M9 rilancia un messaggio di inclusione e riconoscimento politico del contributo femminile alla crescita culturale del nostro paese, ieri come oggi”.
La mostra è realizzata in collaborazione con numerose istituzioni culturali ed educative: M9, AIPH – Associazione italiana di Public History, Associazione internazionale DiCultHer, Biblioteca Comunale M. Maltoni di Impruneta (FI), Biblioteca civica Gambalunga di Rimini e Archivio fotografico del CEIS, CIRSE, Centro Studi Sorelle Agazzi, Florence Art Edizioni, Fondazione Giovanni Michelucci, Fondazione Hallgarten – Franchetti Centro Studi Villa Montesca, Fondazione Idana Pescioli Onlus, Fondazione Tancredi di Barolo, MCE Movimento di Cooperazione Educativa, MUDESC, MuSEd, Opera Pizzigoni, Opera Nazionale Montessori e SIPSE.