Bando Premio Scuola Digitale 2019 – 2020 – Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia

Bando Premio Scuola Digitale 2019 – 2020 – Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia
— Leggi su brescia.istruzione.lombardia.gov.it/20191129prot10670/

Oggetto: Piano Nazionale Scuola Digitale – Premio Scuola Digitale

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca promuove il Premio Scuola Digitale 2019 – 2020, per favorire l’eccellenza e il protagonismo delle scuole italiane e delle studentesse e degli studenti nel settore dell’innovazione digitale.

Il Premio Scuola Digitale consiste in una competizione tra scuole, che prevede la partecipazione delle istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo, anche attraverso il coinvolgimento di gruppi di studentesse e di studenti, che abbiano proposto e/o realizzato progetti di innovazione digitale, caratterizzati da un alto contenuto di conoscenza, tecnica o tecnologica, anche di tipo imprenditoriale.

Il Premio Scuola Digitale prevede una fase provinciale, una regionale e, infine, una nazionale.

L’USRLo Ufficio IV Ambito Territoriale di Brescia in collaborazione con la scuola polo IIS Falcone di Palazzolo S/O (BS) informa che le istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo della provincia di BRESCIA possono partecipare al Premio Scuola Digitale 2019 -2020, con le modalità di partecipazione esplicitate nel Bando allegato

Le candidature dovranno essere presentate dalle istituzioni scolastiche a entro e non oltre le 15.00 del 20/12/2019compilando l’apposito form, reperibile al seguente link https://forms.gle/t558QEYuUyreFuV78

CCIV Congresso AIPI “Scienza, arte e letteratura: lingue, narrazioni, culture che si incrociano” (Genève, 7-9 settembre 2020)

www.infoaipi.org/ginevra_20/AIPI_Ginevra2020_CfP.pdf

Associazione Internazionale dei Professori d’Italiano

XXIV Congresso

Scienza, arte e letteratura:

lingue, narrazioni, culture che si incrociano

Università di Ginevra, 7 – 9 settembre 2020

Coordinamento del Comitato Organizzatore:

Carlo Enrico Roggia e Federica Rossi (Carlo.Roggia@unige.ch; Federica.Rossi@unige.ch)

La presenza del CERN fa di Ginevra una delle capitali mondiali della scienza: un luogo in cui in nome della ricerca convergono scienziati e tecnici da tutto il mondo, e un centro di aggregazione fra università, paesi e discipline diverse. Questa immagine, amplificata dai media in occasione dei recenti esperimenti realizzati con l’acceleratore LHC, si lega alla spiccata vocazione cosmopolita della città: una vocazione che l’ha portata, a partire dall’inizio del secolo scorso, a essere scelta come sede di importanti istituzioni internazionali quali la Società delle Nazioni, l’ONU, la Croce Rossa. Ginevra, inoltre, intrattiene da tempo rapporti privilegiati con la lingua e la cultura italiane. Appena oltre l’Arve, ormai dentro la cintura urbana, l’elegante nucleo seicentesco di Carouge lo denuncia a chiare lettere con il suo nome (che rinvia ai caruggi, gli stretti vicoli delle città liguri) e con la sua elegante architettura italianisante; la comunità italofona, forte di oltre quarantamila persone, è oggi tra le più dinamiche e culturalmente qualificate in un tessuto fortemente multiculturale. Per tutte queste ragioni Ginevra è il luogo ideale per ospitare una riflessione su un tema di evidente attualità, e storicamente di particolare rilievo per la lingua e la cultura italiane. Viviamo un’epoca in cui la scienza domina l’immaginario: pur nella complessità di procedimenti che spesso riguardano entità che sfuggono completamente al senso e alla visualizzazione, la scienza è una potente creatrice di miti. Nei secoli, inoltre, i suoi percorsi si sono spesso intrecciati a quelli della scrittura letteraria: la scienza moderna nasce in italiano, e non ha cessato fino a tutto il Novecento e oltre di esercitare una profonda influenza su artisti e intellettuali. A lato delle scienze “dure”, le scienze dell’individuo e della società hanno dato letteralmente forma negli ultimi due secoli a stagioni fondamentali della cultura, della letteratura e dell’arte europee e italiane. Ma la storia della scienza è anche storia di uomini, di intrecci, di relazioni, di viaggi, e l’avventura della scienza è anche viaggio della mente: paradigma della scoperta e della conoscenza, e dei loro limiti. E (non ultimo) la scienza è lingua: un insieme di codici formalizzati che instaurano rapporti complessi con la lingua comune da un lato, con il linguaggio artistico, poetico e letterario dall’altro. L’intersezione di questa articolata problematica con la dimensione didattica, della lingua come della letteratura e in senso lato della cultura e civiltà italiane, interroga una dimensione fondamentale dell’oggi.

Il Congresso si articolerà in 12 sezioni tematiche.

www.wellesley.edu/sites/default/files/assets/departments/italian/files/cfp_international_conference_italy_and_latin_america_in_buenos_aires_august_2020.pdf

I temi proposti includono, ma non si limitato ai seguenti:

• Neorealismi globali: dialoghi tra cinema latino-americano e cinema italiano.

• Il Centro Sperimentale di Cinema e Cinecittà: registi e scrittori latino-americani a Roma.

• Rapporti tra il cinema politico italiano e l’America Latina.

• Generi popolari tra i due continenti: il western, la commedia all’italiana, le telenovelas, lo spettacolo

televisivo, il fotoromanzo, i cartoni animati.

• Film italiani che rientrano nel filone del meridionalismo/melodramma a cui collaborano attori latino-

americani.

• La ricezione del cinema italiano in America Latina e la ricezione del cinema latino americano in Italia.

• “Traveling filmmakers” in America Latina.

• Il cosmopolitismo dell’industria cinematografica latino-americana: registi e attori di origini italiane.

• Stardom transnazionale tra cinema e televisione.

• L’uso di stereotipi ed esotismi negli immaginari italiani e latino-americani.

• Rappresentazioni audiovisive delle migrazioni spagnole e italiane in America Latina e delle migrazioni

di ritorno.

• Coproduzioni transnazionali e l’adattamento di produzioni cinematografiche e televisive alle esigenze

dei rispettivi mercati nazionali.

Si prega di inviare proposte di relazioni di 250 parole (in italiano, spagnolo o in inglese) di saggi originali ed inediti insieme ad una nota biografica di circa 150 parole a Prof. Flavia Laviosa (flaviosa@wellesley.edu), Presidente del comitato di selezione per la sezione Cinema e Media, entro il 31 gennaio 2020. La selezione delle proposte si effettuerà in base alla qualità scientifica e alla pertinenza rispetto ai temi della sezione. L’esito sarà comunicato entro la prima settima di marzo 2020. È prevista la pubblicazione di una selezione degli articoli presentati al convegno in un numero speciale del Journal of Italian Cinema and Media Studies.

CfP Convegno “Forme vecchie e nuove di plurilinguismo nell’Alpe Adria – modelli descrittivi, sfide e soluzioni” (Klagenfurt/Celovec, 2-3 aprile 2020) – scadenza per l’invio delle proposte: 22 dicembre 2019

gallery.mailchimp.com/0dc4e274d29dc372b95d445ab/files/36887293-16fd-44cf-8a19-95e3045f8014/CfP_italiano.pdf

L’Italia è ultima in Europa nella conoscenza dell’inglese.

I vecchi metodi di insegnamento tradizionale sembrano non essere efficaci: concentrandosi esclusivamente sulle competenze di grammatica fine a se stesse gli insegnanti sembrano non riuscire a far appassionare gli alunni alla materia, facendo loro capire l’importanza del parlare diverse lingue, che non riverbera solo sul loro futuro professionale ma sulla maniera di concepire e comprendere il mondo
— Leggi su thevision.com/cultura/italia-conoscenza-inglese/