Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali: il programma annuale 2026

https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/wp-content/uploads/2025/12/Programma-annuale-2026.pdf

Il Programma annuale 2026 della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali conferma la Scuola come snodo nazionale per formazione, ricerca e innovazione sul patrimonio culturale, con forte focus su MiC, PNRR e trasformazione digitale.

Architettura generale del Programma

Il documento si muove in continuità con il palinsesto 2025, ma rafforza il sostegno alle competenze del personale del Ministero della Cultura e il completamento dei tre investimenti PNRR.

Le attività sono articolate in cinque aree integrate: Formazione, Ricerca, Internazionalizzazione, Digital education and training, Supporto all’innovazione e progetti complessi, a cui si aggiunge il filone Progetti europei.

    Area Formazione: la “scuola” del MiC
    • L’asse principale è la formazione continua del personale MiC, con azioni sistematiche di analisi dei fabbisogni, programmi per dirigenti di I e II fascia e percorsi modulari online per il personale di II area.
    • Accanto alla formazione interna, proseguono corsi executive e iniziative come Digital MAB, Musei e cambiamento climatico, su gestione finanziaria, contratti pubblici, MiC Academy, spesso in modalità blended e con forte taglio laboratoriale.
    Area Ricerca: dati, accessibilità, IA
    • La ricerca si concentra su alcune traiettorie chiave: arte e spazio pubblico (con piattaforma nazionale CLIO-ICCD), accessibilità nei luoghi della cultura, statistiche ufficiali sulla cultura (Minicifre 2026), lavoro e professioni culturali.
    • Spicca la ricerca su IA generativa e professioni culturali, che indaga impatto sulle competenze e fabbisogni formativi, e il filone sulla partecipazione e la gestione condivisa del patrimonio, con focus sugli impatti economico-sociali e sulle reti territoriali.
    Internazionalizzazione e cooperazione
    • Il 2026 vede l’Italia alla presidenza dell’Ancient Civilizations Forum, con un percorso che intreccia diplomazia culturale, scambi tecnici e una “Rome Declaration 2026”.
    • Si consolidano i programmi con l’America Latina (IILA, AICS) e la International School of Cultural Heritage, che fanno della Scuola un attore centrale nella circolazione internazionale di competenze e modelli di gestione del patrimonio.
    Digitale, innovazione, territori
    • Il programma Dicolab. Cultura al digitale è il contenitore trasversale: piattaforma FAD potenziata (chatbot, gamification), produzione multimediale, hub territoriali, visite di studio (Digital Heritage Explorers), borse BRIC e valutazione della formazione per la transizione digitale.
    • L’area innovazione lavora su capacity building per città e borghi (Cantiere Città, Capitale italiana della cultura/libro), gaming e beni culturali, mappatura di buone pratiche (SHARE) e animazione dei 10 hub territoriali come infrastruttura formativa diffusa.


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    Pubblicato da Marzia Vacchelli

    Stiftungslektorin Fachrichtung Romanistik, Universität des Saarlandes, Erasmus+ Evaluator, Teacher Trainer, già Collaboratrice del Dirigente Scolastico e Docente di Lingua e Cultura Tedesca presso il Liceo Veronica Gambara di Brescia.

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