Lo stile mutante degli stiliti del web. È possibile una rifunzionalizzazione euristica e didattica?

Un interessante articolo di Gabriella Alfieri ( Università degli Studi di Milano)

“Come ha puntualizzato una studiosa di web writing, il problema reale sta nel «capire se e in quali termini la scrittura in tutti i suoi molteplici significati – attività per produrre testi e significati, scelta di uno stile e un registro per comunicare – stia o meno cambiando al cambiare dei contesti e formati in cui viene prodotta grazie alle nuove applicazioni informatiche» (Fiorentino, 2010: 193).

Senza dire della complessità di un sistema comunicativo pluridimensionale, in cui la testualità può avere natura sincrona (messaggistica istantanea, chat su internet) o asincrona (e-mail, mailing list), a seconda della compresenza o meno dei partecipanti alla conversazione.

Nell’età della comunicazione elettronica e nella civiltà della tecnica sembra contare di più la simultaneità della ricezione che la condivisione del messaggio, scardinando i rapporti tradizionali tra psiche e techne (Galimberti, 1999), e preconizzando come spazio comunicativo un vicinato digitale in cui lo spazio fisico sarà irrilevante e il tempo giocherà ruoli differenti dagli attuali, e forse ancora imprevedibili (Negroponte, 2004).

Ne fa fede il susseguirsi di acronimi per abbracciare l’universo comunicativo del web, con approcci sempre più adeguati e complessi: la sigla CMD (Computer-Mediated Discourse), introdotta da Herring, 2001 per isolare gli aspetti linguistici da quelli tecnologici, si è poi evoluta in CMDA (Computer-Mediated Discourse Analysis; Herring, 2004); la EMC (Electronically-Mediated Communication) apre agli smartphone (Baron 2008); la DCOE (Discourse Centered Online Ethnography) combina l’analisi del discorso con l’approccio etnografico (Androutsopoulos 2008).

Nelle ultime evoluzioni della CMT poi, con la crossmedialità, è l’utente a decidere e gestire i tempi del contatto comunicativo.

I dati e le informazioni sono estratti – e poi resi astratti – e separati dai luoghi e dalle esperienze in cui e da cui sono generati, sicché si stanno creando nuovi equilibri tra ambienti quotidiani reali e ambienti quotidiani digitali.

Le nuove relazioni sociali si gestiscono come intreccio tra realtà sociale e realtà digitale, in nuove forme di soggettività condivisa nelle quali si ibridano più che mai generi discorsivi e relativi stili e registri comunicativi.

Non sappiamo certo se simile sincronizzazione produrrà un nuovo stato di lingua, ma certo produce nuove modalità di codificazione e percezione dei messaggi.

In una realtà così intricata il modo più onesto e pertinente di affrontare il problema perciò mi è parso quello di rapportare l’argomento da voi proposto alla mia esperienza personale.

Partirò da esperienze didattiche reali, alludendo ai giovani allievi con nomi di fantasia.”
— Leggi su riviste.unimi.it/index.php/LCdM/article/view/8682/8334

Pubblicato da Marzia Vacchelli

Docente di Lingua e Cultura Tedesca presso il Liceo Veronica Gambara di Brescia; Teacher Trainer per la Rete Scuole Ambito n.6 Lombardia (Brescia, Hinterland e Val Trompia), Docente esperta e Media Education Manager presso CREMIT di Milano; dottoranda in Letterature Comparate presso FAU Erlangen/Nürnberg.

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